Falsi incidenti per truffare le assicurazioni: aperta inchiesta

La polizia e la Procura hanno aperta un'inchiesta su alcuni incidenti fasulli messi in atto per frodare le assicurazioni. Tra i quasi 200 indagati medici, avvocati, periti e carrozzieri

Falsi incidenti stradali per frodare le assicurazioni: è partita una inchiesta di polizia e procura di Torino in cui ci sono 158 persone indagate. Nei giorni scorsi il pm Gabriella Viglione ha cominciato a notificare l'avviso di chiusura indagini, l'atto con cui annuncia l'intenzione di chiedere il rinvio a giudizio. Fra gli indagati ci sono medici accusati di aver prodotto falsi certificati, avvocati, periti e carrozzieri che gonfiavano danni minimi o inesistenti, responsabili di scuole guida e agenzie di pratiche auto; per la maggior parte, comunque, si tratta di persone che si prestavano a firmare i moduli di constatazione amichevole.

Al centro di tutte le truffe figura un uomo, Pio D.G., indicato dagli inquirenti come l'uomo che coordinava il meccanismo della frode. La pm Viglione contesta, a seconda delle posizioni dei singoli indagati, l'associazione per delinquere e la truffa. Il danno complessivo, secondo i calcoli degli investigatori, non è inferiore ai sei milioni di euro. L'inchiesta, chiamata "Operazione Sistema", nel giugno del 2010 era sfociata in venticinque ordini di custodia cautelare. (Ansa)

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