San Salvario, intitolata a Natalia Levi Ginzburg l'aiuola Donatello

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

L’aiuola di via Belfiore angolo via Morgari, conosciuta come aiuola Donatello, da questa mattina porta il nome di Natalia Levi Ginzbourg. Alla scrittrice di origine palermitana ma torinese di adozione, è stata dedicata anche una targa sulla casa dove aveva abitato, per molti anni, in via Morgari 11, nel quartiere San Salvario.

Marta Levi, vice presidente del Consiglio Comunale, in apertura di cerimonia ne ha ricordato la vita, in gran parte vissuta a Torino e narrata attraverso il suo più celebre libro “Lessico Familiare”, e le sue attività di scrittrice, di giornalista, di opinionista rivolte spesso a riflessioni sulla condizione femminile.

Ne ha sottolineato l’esperienza di attrice (ha recitato nel Vangelo secondo Matteo, di Pier Paolo Pisolini) e soprattutto l’attività politica, caratterizzata dall’impegno antifascista prima, all’indomani dell’introduzione delle leggi razziali, per lei che era di origine ebraica, e parlamentare poi, negli anni ’80, eletta nelle fila del Pci. “Una figura di primo piano della letteratura del ‘900 ma soprattutto una donna straordinaria, a cui la Città oggi dedica il giusto tributo”, ha concluso la vice presidente.

Al centro dell’intervento del figlio della scrittrice, Carlo Ginzburg, il rapporto della madre con Torino: negli anni della giovinezza, scriveva Natalia Ginzburg, la città “non suscitava nessuna eco melodiosa nel mio cuore ma, invece, mi confinava nelle angustie della mia esistenza quotidiana evocandone la banalità e lo squallore”. Un rapporto che però si evolve durante il confino del marito in Abruzzo, e che si caratterizza di nostalgia pungente: la città “apparsa sempre stupida e piatta” ora diventava “bellissima nel ricordo con i larghi viali dove i tram passavano dondolando e scampanellando” .

Il sindaco Piero Fassino ricordando Natalia Levi Ginzburg come “donna discreta ma di grande determinazione e fermezza, forte nei suoi valori e nelle sue convinzioni” che ha sottolineato come, attraverso i suoi romanzi, si siano formate intere generazioni.
Si è quindi soffermato sul rapporto stretto tra la scrittrice e la casa editrice Einaudi.
Un rapporto così intenso che la Ginzburg considerava una perdita personale, e non solo per cultura italiana, il pericolo di estinzione della casa editrice stessa, negli anni di crisi.

Ha evidenziato come nella sua vita si ritrovi rappresentato il dramma dell’ebraismo italiano, delle leggi razziali, della discriminazione e delle persecuzioni durante la guerra. “Oggi ricordiamo una persona di spicco della cultura italiana e della nostra città che ha contribuito alla storia e all’identità di Torino, ha concluso il sindaco rimarcando come eventi come questi da un lato rendono onore a chi ha dedicato la propria vita a un impegno civico, dall’altro servono a trasmettere memoria perché le generazioni che si susseguono possano vivere l’identità e la storia della nostra città.

Alla cerimonia ha portato il saluto della Circoscrizione 8 il presidente Mario Cornelio Levi.

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