Immigrazione: oltre 400 mila stranieri in Piemonte, sono l'8,9%

I numeri emergono da una ricerca della Caritas e della Fondazione Migrantes. A Torino ci sono oltre 128 mila stranieri, mentre la comunità più numerosa è quella romena, seguita da quella marocchina e albanese

La Caritas e la Fondazione Migrantes ha presentato quest'oggi i numeri riguardanti gli stranieri in Piemonte. Secondo le due fondazioni sarebbero quasi 400 mila, cioè l'8,9% della popolazione totale (4,45 milioni di persone). La maggior parte vive a Torino (circa 128 mila), mentre la comunità più numerosa è quella romena con 137 mila unità, seguita dagli originari del Marocco (oltre 64 mila) e dell'Albania (circa 46 mila).

"A Torino e nella regione c'é un dialogo positivo con le comunità etniche, un dialogo fatto di rispetto e collaborazione - spiega l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia - ma bisogna restare sempre all'erta, cercare quello che ci unisce piuttosto che ciò che ci divide. Non c'é razzismo, ma resta una logica di separazione, noi di qua e gli stranieri di là. Bisogna creare un ponte". Secondo Nosiglia, ci sono "due obiettivi ancora da raggiungere. E' necessario - spiega - compiere il passaggio dall'accoglienza all'integrazione soprattutto verso la seconda generazione di immigrati, arrivando a dare loro i diritti e i doveri di qualunque cittadino. In questa direzione va la necessaria opera educativa per favorire la convivenza interculturale e religiosa. Una società accogliente non nasce dall'alto ma dal basso, da gente educata alla cultura dell'accoglienza".

Cita (parafrasando) una celebre frase di Cavour invece il direttore della Caritas, Pierluigi Dovis: "Possiamo dire che l'Italia è fatta, ora dobbiamo fare i nuovi italiani". Per Dovis bisogna uscire dalla "logica dell'emergenza ed entrare in una logica di accoglienza". Il secondo aspetto riguarda i rifugiati, i richiedenti asilo. "Serve accelerare le procedure, pur complesse, per il rilascio dei permessi di soggiorno - rileva Nosiglia - Ben inteso, la Questura sta facendo miracoli. Ma l'incertezza sul futuro può generare tensione nelle persone, è una situazione che può diventare potenzialmente esplosiva". L'arcivescovo ha quindi annunciato per Natale una visita ai campi rom della città. "Quella dei rom è una situazione da risolvere - è il pensiero di Nosiglia - mi auguro di non trovare la stessa situazione degradante che ho trovato la volta scorsa. Spero di vedere passi in avanti".

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