Orrore a Dacca, la torinese Claudia D'Antona è morta subito

La sorella: "Non ha ricevuto i messaggi sul cellulare dal marito. Faremo i funerali in piazza Benefica"

E' Claudia D'Antona, 56 anni, la torinese morta nell'attentato dell'Isis a Dacca. Da oltre 30 anni aveva lasciato l'Italia per trasferirsi prima in India e poi in Bangladesh, dove gestiva un'azienda tessile col marito Gian Galeazzo Boschetti, l'unico italiano salvatosi dalla furia dei terroristi perché era uscito a telefonare.

A Torino la donna lascia la sorella Patrizia e il cognato Marco Porcari, entrambi avvocati. "Ci ha chiamati suo marito per darci la brutta notizia - spiega la sorella - e ci hanno detto che quasi sicuramente è morta subito, perché non ha ricevuto i messaggi che lui le ha inviato da fuori col telefonino. Loro erano in quel locale per incontrare un cliente. A Dacca erano felici, vivevano da 14 anni e avevano due gatti e due cani. Non avevano paura degli attentati".

Anche Claudia, in gioventù, si era laureata in legge. A Torino aveva fatto la volontaria per la Croce Verde, partecipando ai soccorsi del rogo del cinema Statuto nel 1983. "Per dieci anni - racconta la sorella - aveva fatto la scout alla parrocchia di Gesù Nazareno, in piazza Benefica, e proprio lì abbiamo intenzione di organizzare la cerimonia funebre".

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Commenti (2)

  • Daca: cordoglio per le nove vittime Italiane ma attenta riflessione su tutta la vicenda. Tralasciando la fantapolitica, senza strumentalizzazioni o fette di prosciutto sugli occhi, sappiamo di certo che tutte le vittime Italiane erano imprenditori tessili di un “certo spessore”, temuti, odiati e studiati da una certa classe politico-imprenditoriale. Ora apprendiamo che guarda caso tutti gli assassini erano borghesi; gente ricca con elevata scolarizzazione e idee nazionaliste, per intenderci quella che vede gli stranieri come saprofagi sfruttatori che a loro dire hanno strappato il business del tessile agli imprenditori locali. Ciliegina sulla torta, gli assassini, maldestri azzeccagarbugli col desiderio di vendetta e frustrazione, possono aver preso in prestito (una sorta di franchising del terrore) la bandiera nera per avere maggiore visibilità internazionale. Non è la prima volta e non sarà nemmeno l'ultima che gruppi di pazzi scalcagnati approfittano del marchio isis per compiere le peggiori schifezze. I prossimi giorni saranno pieni di sorprese..

  • Sui giornali si legge che non si spiega l'accaduto poichè la zona non presentava problematiche di sicurezza (?) . . . mentre sul sito di 'Viaggiare sicuri' in collaborazione con la Farnesina la pensano decisamente in modo diverso! Peraltro già negli anni '90, se scendevi nell'aereoporto di Dakha ti trovavi militari in assetto di guerra con fucile a mano (notare . . . non a tracolla). Boh, probabilmente giravano già a quei tempi una fiction ed erano comparse travestite. Comunque una prece per la signora in questione e le altre vittime, italiane e non: morire sgozzati . . . proprio brutto.

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