Giallo di Pecetto: l'amica ammette un piano per derubare Bosio

L'amica operatrice sanitaria del professore Giovanni Bosio, trovato morto nella sua casa di Pecetto Torinese lo scorso 5 agosto, ha ammesso l'esistenza di un piano per derubare il facoltoso amico

Si sta arrivando alla soluzione del giallo di Pecetto Torinese. Lo scorso 5 agosto il facoltoso professore Giovanni Bosio era stato trovato nella sua abitazione senza vita. Ieri una delle tre persone fermate settimane fa ha ammesso, in un interrogatorio-fiume davanti al pm Gabriella Viglione, l'esistenza di un piano per derubare l'uomo. Lei è Giuseppina G., l'operatrice sanitaria 49enne che dallo scorso 12 ottobre è in carcere nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Bosio.

Si sarebbe impadronita di diversi effetti personali a casa della vittima, che si era sentita male in casa dopo avere cenato in una pizzeria con lei e con Giuseppe G., 37 anni, e avere successivamente trascorso alcune ore nella gelateria in cui lavorava Antonio A., 44 anni. Questi ultimi si trovano agli arresti domiciliari. Secondo l'accusa, il primo era presente con Gravuso in casa al momento del malore. Il secondo, invece, è stato filmato da telecamere di sportelli bancomat mentre usava la carta di credito del professore. (Ansa)

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