Giovani pigri e apatici? No, impegnati e partecipanti

Lo ha detto un sondaggio del Piano Adolescenti della Città di Torino, che ha interpellato quasi 4mila ragazzi

Altro che bamboccioni, refrattari agli impegni e apatici. Gli adolescenti torinesi si impegnano nello sport e nel volontariato e sognano un lavoro che li realizzi, appassionante più che ben retribuito.

È la fotografia che emerge dal Piano Adolescenti della Città di Torino, nel cui ambito sono stati interpellati 3826 ragazzi di 26 scuole tra superiori e professionali, attraverso un questionario. Nello specifico, è stato chiesto ai ragazzi di indicare le strutture, i gruppi e le associazioni che abitualmente frequentano e gli strumenti di comunicazione che utilizzano. Inoltre, sono state proposte domande aperte su identità, lavoro e sostenibilità.

A presentare i dati è stata Mariagrazia Pellerino, assessore alle Politiche educative del Comune di Torino: “Dall'analisi dei questionari emerge che il cliché dei ragazzi pigri e fannulloni non corrisponde a verità, anzi, c'è invece una forte richiesta alle istituzioni della Città di essere consultati sui servizi per i giovani e sui trasporti. Prevale il desiderio di partecipare alla vita della comunità".

Secondo il sociologo dell'Università di Torino, Simone Martino: "Dall'indagine emerge una generazione meno problematica di quanto si tende a immaginare. La maggior parte usa infatti i social network ma come mezzo per poi incontrare i propri coetanei. Facebook e Whatsapp, per intenderci, non sostituiscono affatto quella che è la socialità vera e propria. Di contro, molti ragazzi non sono purtroppo in grado di fare una ricerca efficace su Google".

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“Dal questionario – ha concluso Pellerino – emerge tuttavia una paura del futuro, soprattutto di non trovare un lavoro adeguato. Molti di loro hanno genitori precari o che hanno perso il lavoro e questo li rende più insicuri rispetto al loro futuro”. 

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