Giandujotto, il cioccolatino torinese compie 150 anni di dolcezza

Fu creato nel 1865 a causa della bloccata importazione del cacao dalla Gran Bretagna che rese necessario l'utilizzo delle nocciole per allungare la miscela. Prende il nome della maschera Giovanni della duja

Centocinquant'anni e non sentirli. E' l'età che, secondo le cronoche dell'epoca, avrebbe il Giandujotto, il cioccolatino torinese per eccellenza, comparso nel capoluogo piemontese proprio in prossimità del Carnevale del 1865. Conti alla mano, sono 150 anni di cioccolato e crema di nocciole.

Il nome deriva dalla maschera torinese Gianduja che sta per Giovanni della duja che in dialetto significa bicchiere. Sempre secondo le cronache, a creare il Giandujotto sarebbero stati due noti cioccolatieri piemontesi di metà ottocento, Michele Prochet e Ernesto Caffarel.

Caratteristica principale di questo famoso cioccolatino? Quella di essere composto da una miscela di cacao e nocciole. Una scelta tattica quella dei due maestri cioccolatieri, nata dal fatto che in quel periodo Napoleone aveva bloccato l'importazione del cacao dalla Gran Bretagna e le scorte scarseggiavano. L'uso della nocciola, altro alimento tipico del Piemonte, si rese così tremendamente necessario. E il successo, tuttavia, fu assicurato. L'impasto si componeva dunque da nocciole tostate e macinate ( con la raffinatrice la nocciola diventa una crema perché contiene olio), cacao, burro di cacao e zucchero. Siccome l'alta quantità di nocciole nell'impasto non permetteva che il cioccolatino fosse prodotto in forme, per lungo tempo il gianduiotto fu tagliato a mano.

Un'altra caratteristica del Giandujotto fu quella di essere il primo cioccolatino a essere avvolto nella carta stagnola per mantenerne maneggiabilità e conservazione: fu il primo cioccolatino a essere incartato singolarmente.

Dopo 150 anni di esperienza e di storia, il Giandujotto è ancora il migliore cioccolatino conosciuto nella storia del capoluogo piemontese, tanto da essere una delle delizie preferite di Andy Warhol. Il Giandujotto più grande del mondo fu realizzato dalla Novi per essere esposto a Torino durante la manifestazione Eurochocolate del 2001: misurava 2 metri di altezza per 4 metri di lunghezza per 1 metro di larghezza con un peso di quaranta quintali, frutto di 150 ore di lavoro.

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