Parking Galileo: "Carte storiche attendibili, sapevano di trovare resti Cittadella"

Secondo l'archeologo Fabrizio Zannoni le mappe storiche mostrano esattamente ciò che si trova nel sottosuolo con uno scarto che può variare da 1 a 5 metri rispetto alla realtà

I tratti colorati rappresentano le gallerie che si trovano nel sottosuolo

"Non è esatto affermare che le carte antiche non siano rappresentative della realtà". A quasi due mesi dall'accordo trovato tra Palazzo Civico, Soprintendenza all'Archeologia e Belle Arti e Ministero dei Beni Culturali sul parcheggio di corso Galileo Ferraris, l'archeologo Fabrizio Zannoni torna sul punto, anzi, su un passo antecendente, quello dei sopralluoghi effettuati nel 2009, prima che arrivasse il sì al progetto del parking. Sopralluoghi che - di fatto - già evidenziarono la presenza di alcuni resti della Cittadella di Pietro Micca, anche sulla base delle cartografie storiche. Secondo la Soprintendenza la situazione emersa a suo tempo non era comunque tale da porre un diniego al progetto del parcheggio interrato.

Dopo guerriglie da parte dei comitati e dei residenti, esposti in procura per risalire alle responsabilità di chi abbia effettivamente concesso l'autorizzazione agli scavi, è stato raggiunto l'accordo: il parking di corso Galileo Ferraris sarà drasticamente ridotto, in modo tale da salvaguardare i resti storici della Cittadella. Intanto, però, i lavori svolti la scorsa primavera alcuni di quei resti li hanno già distrutti e, per certi aspetti, non si può fare a meno di chiedersi se non si potesse evitare. "Certo che si poteva evitare - afferma Zannoni -. Abbiamo le cartografie che dobbiamo usare come strumento di tutela preventiva. Le gallerie fanno parte della nostra storia, non dobbiamo stupirci di trovarle nel sottosuolo". Secondo l'archeologo sarebbe stato sufficiente affidarsi alle carte antiche: "Come è accaduto per altri resti rinvenuti in altre parti della città, anche quelli emersi dopo gli scavi in corso Galileo Ferraris erano chiaramente indicati nelle mappe - continua Zannoni -. Mappe che, tutt'al più hanno uno scarto, rispetto alla realtà, di 5 metri e sono quindi molto attendibili".
Gli scavi in corso Galileo sarebbero quindi stati autorizzati ed effettuati pur con la consapevolezza dei resti della Cittadella.

Il danno, però, è stato fatto: è un po' come piangere sul latte versato. Ora, bisogna correre ai ripari. Il nuovo progetto prevede un parcheggio ridotto, con una diminuzione di ben 164 posti auto, passando così dai 468 stalli inizialmente previsti a 304. Un progetto, tuttavia, su cui il Comitato Pietro Micca continua ad avere i suoi dubbi, auspicando, invece, la realizzazione di un polo museale: "Noi non abbiamo nulla in mano - afferma l'architetto Riccardo Barullo - . Ci stiamo affidando solo a parole che sono uscite da un'aula. Vogliamo vedere il nuovo progetto, sempre che esista, e capire sulla carta cosa effettivamente prevede e come intende realizzare i collegamenti con i resti della Cittadella e con il Pastiss".

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Commenti (6)

  • Cosa aspettano ancora i torinesi per mandare a casa questi manigoldi capaci soltanto di spartirsi poltrone e mazzette certi della loro impunità?

  • Basta muoversi in bicicletta... Sfaticati

    • Pienamente d'accordo.

  • ora, considerata la riduzione dei posti auto, il mio favoloso ed immenso SUV dove caspita lo parcheggio??

    • Il mio di solito finisce sulle aiuole o sui marciapiedi, non fa fatica ad andarci vista l'altezza, anche se il mio non per vantarmi non è un x3 o similari ma molto di piú

  • Licenziare e far risarcire la città per il danno chi ha dato l'autorizzazione, utopia lo so siamo in italia, oltretutto chissà che mazzetta ha preso

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