Botte e frustate ai figli che non imparano l'arabo, genitori nei guai

Secondo l'accusa i quattro bambini (ora affidati a una comunità) venivano legati alla sedia davanti a pesanti libri. Iniziato il processo

immagine di repertorio

Frustate con cavi elettrici, sveglia alle cinque del mattino e altre vessazioni. E' l'accusa mossa dal pm Dionigi Tibone nei confronti di una coppia di egiziani residenti in città che avrebbero maltrattato quattro dei cinque figli (un maschio e tre femmine), risparmiando soltanto la bambina più piccola. I giudici hanno disposto il trasferimento dei minorenni in una comunità protetta.

La 'colpa' dei quattro bambini era non conoscere l'arabo, che papà e mamma costringevano loro a imparare legandoli a una sedia davanti a pesanti libri. E quando loro non dimostravano l'impegno richiesto scattavano le frustate sulle mani. La sveglia invece suonava per costringerli a pregare Allah,

Il processo per maltrattamenti si è aperto nella mattinata di ieri, martedì 16 maggio 2017, con la testimonianza di una delle insegnanti della bimba di dieci anni che aveva avuto il coraggio di raccontare la sua situazione nel 2014, quando era tornata a Torino con la famiglia dopo un periodo trascorso in Egitto.

I due genitori, difesi dall'avvocato Guido Savio, negano ogni addebito e sostengono che si è trattato solo di un grosso equivoco. Tesi opposta rispetto a quella del legale di parte civile, Emanuela Martini, secondo cui i comportamenti violenti sarebbero stati ripetuti e costanti.

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