"Problemi di sicurezza e all'ambiente, no al sotterraneo di corso Marconi"

Continua la querelle per il progetto del parcheggio sotterraneo che dovrebbe nascere in corso Marconi. Presentate oltre 2.500 firme dagli oppositori

Il parcheggio sotterraneo che dovrebbe nascere in corso Marconi continua ad attirare a sé persone contrarie al progetto. E' nato anche un Comitato, "Salviamo corso Marconi", tramite cui sono state raccolte oltre 2.500 firme per opporsi ad un'opera che "non corrisponde alle effettive esigenze dei cittadini". "Il progetto comporta l'eliminazione degli alberi secolari da via Madama Cristina a corso Massimo d’Azeglio e la riduzione dei posti auto pubblici a disposizione dei cittadini (300 in meno) - dichiara Giancarlo Portis, presidente del Comitato -. Nel quartiere non servono dei box privati, infatti ce ne sono già molti invenduti o in affitto".

Sono diverse le accuse mosse dagli oppositori del progetto, classificabili in rischi ambientali e per la sicurezza. "Lo studio di fattibilità allegato al bando non individua, in mancanza di una relazione preliminare d’impatto ambientale e una relazione di fattibilità tecnica, le principali criticità ambientali e tecniche”, sottolinea l'ingegnere Marino Bernardi, chiamato a dare un parere tecnico.

Riguardo la sicurezza al progetto è contestato il fatto che nello studio di fattibilità manca la relazione geologica obbligatoria e non è menzionata la presenza di edifici sensibili e lesionati lungo il fronte scavi. Non viene citato neppure il Castello del Valentino a 100 metri dagli scavi non ancora sottoposto alla verifica sismica prevista dall’ordinanza della Protezione Civile.

Stessi rischi riguardano l'ambiente e in particolare l'innalzamento dei PM10 dovuto al rallentamento del flusso veicolare per tutta la durata del cantiere e un forte aumento delle polveri pesanti per tutta la durata degli scavi, previsti in circa due anni. “Tutto ciò non in un luogo qualsiasi - ribatte Umberto Capra, vicepresidente del Comitato "Salviamo corso Marconi" -, ma compromettendo per sempre la possibilità di crescita della grande alberata del viale più antico di Torino, che da quattro secoli collega e unisce prospetticamente con i suoi alti filari la Chiesa di San Salvario con il Castello del Valentino".

Il Comune risponde alle critiche sull'abbattimento degli alberi con l'assessore all'Ambiente Enzo Lavolta. "Nella predisposizione del bando per il parcheggio - ha detto Lavolta - gli uffici che rispondono al mio assessorato hanno inserito prescrizioni rigorose affinché il bilancio sul patrimonio arboreo dell’intervento, nonostante l’abbattimento di alcuni alberi, sia comunque positivo".

La battaglia contro il parcheggio sotterraneo di corso Marconi la sta combattendo anche la Circoscrizione 8. In Consiglio è stata espressa la contrarietà alla realizzazione dell'opera e si è chiesta la revoca del bando. "Il Consiglio della ottava Circoscrizione - si legge nel verbale - esprime la propria delusione per la decisione da parte dell'amministrazione centrale di procedere egualmente con il bando, nonostante la contrarietà dell’ente decentrato, dei cittadini e delle associazioni.

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