Coppia gay perseguitata, Fassino: "L’omofobia non ha diritto di cittadinanza"

L'assessore per le Pari opportunità, Ilda Curti: "Non c'è spazio per una cultura omofoba e di sopraffazione"

Atti vandalici, insulti omofobi, minacce e atteggiamenti persecutori. Di questo si sono resi protagonisti, tra il 2013 e il 2014, alcuni condomini nei confronti di una coppia gay “colpevole” di tenersi per mano o di baciarsi in pubblico.

Sulla vicenda, che è approdata in tribunale, è intervenuto anche il primo cittadino di Torino Piero Fassino: “L'omofobia non ha diritto di cittadinanza. La vicenda dei due uomini costretti ad andarsene dal condominio nel quale avevano trovato casa, ci riempie di sdegno e di tristezza. Torino non si riconosce nella violenza meschina con cui si è data voce alla più retriva forma di discriminazione: quella basata sull'orientamento sessuale".

Secondo l'assessore per le Pari opportunità, Ilda Curti, l'episodio di omofobia dimostra che anche a Torino, città "che ha fatto della libertà e della lotta alle discriminazioni un tratto distintivo della sua identità civile, i pregiudizi e la prevaricazione possono svilupparsi". L'assessore ha quindi invitato a "non abbassare la guardia" concludendo: "Qualunque sia l'esito del processo, vogliamo ribadire che non c'è spazio per una cultura omofoba e di sopraffazione".
 

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