"Fagli causa a quel ricchione": la frase omofoba su Facebook costa un risarcimento di 1.500 euro

Aveva attaccato il suo datore di lavoro

immagine di repertorio

"Fagli causa a quel ricchione". La vicenda di una donna a processo per avere definito così un parrucchiere di Ivrea, suo datore di lavoro che aveva non aveva rinnovato il contratto a una sua collega, era salita agli onori delle cronache all'inizio del 2018. Per quel commento su Facebook (scritto nel 2015) un'italiana di 30 anni, residente nella cittadina, è stata condannata, a inizio dicembre 2018, a una pena detentiva simbolica (20 giorni con la condizionale) e a un risarcimento di 1.500 euro nei confronti del professionista.

A pronunciare la sentenza, in un'aula del tribunale cittadino, è stato il giudice monocratico Lodovico Morello che fin da inizio aveva invitato il parrucchiere a limare la sua pretesa economica iniziale, 30mila euro. L'accusa di omofobia (in realtà il reato e diffamazione) è risultata fondata, ma la somma accordata è stata decisamente inferiore.

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