Estorsione alla Juventus e biglietti facili, 12 misure cautelari per gli ultras

Perquisizioni per altri 25

immagine di repertorio

Operazione della Digos di Torino contro le frange estreme del tifo della Juventus all'alba di oggi, lunedì 16 settembre 2019.

Gli agenti stanno eseguendo 12 misure cautelari (sei arresti in carcere, quattro ai domiciliari e due obblighi di dimora) nei confronti dei capi e dei principali referenti dei gruppi Drughi, Tradizione-Antichi Valori, Viking, Nucleo 1985 e Quelli… di via Filadelfia.

I destinatari sono indagati a vario titolo per associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata.

Sono in corso anche 39 perquisizioni con la collaborazione delle Digos di Alessandria, Asti, Como, Savona, Milano, Genova, Pescara, La Spezia, L’Aquila, Firenze, Mantova, Monza, Bergamo e Biella, nei riguardi dei 12 e di altri 25 fra i principali referenti degli stessi gruppi ultrà (ed anche del cosiddetto Nab, Nucleo Armato Bianconero, anch’essi indagati nell’ambito della medesima indagine.

Le indagini, coordinate dal pm Chiara Maina, sono durate oltre un anno e sono scaturite da una denuncia sporta dalla Juventus. Hanno consentito al gruppo Criminalità organizzata della Procura di Torino di acquisire "incontrovertibili elementi probatori in merito ad una precisa strategia estorsiva posta in essere dai leader dei principali gruppi ultrà bianconeri nei confronti della citata società calcistica".

In particolare, "l'interruzione, alla fine del campionato 2017/18, di alcuni privilegi concessi ai gruppi ultrà ha infatti determinato, sin da subito, una reazione dei leader storici che, hanno definito una capillare strategia criminale per ripristinare quei vantaggi soppressi ed affermare nuovamente la posizione di forza nei riguardi della Juventus. È stata inoltre accertata la capillare attività dei Drughi per recuperare centinaia di biglietti di accesso allo stadio per le partite casalinghe della Juventus, avvalendosi di biglietterie compiacenti sparse su tutto il territorio nazionale".

"Non è l'unica situazione di questo tipo"

Quella degli ultras della Juventus "non è l'unica situazione sul territorio nazionale - dice il questore di Torino, Giuseppe De Matteis -. Non può trattarsi di un unicum. In questo caso, però, è stata la società a prendere le distanze da quei gruppi". 

Tifosi perbene allontanati dai loro posti

Tifosi allontanati dai loro posti che avevano acquistato con regolare biglietto o abbonamento all'Allianz Stadium. "Persone - dice il procuratore aggiunto Patrizia Caputo, coordinatore del gruppo criminalità organizzata della procura - si sono viste allontanare con violenza dal loro posto assegnato. Se compravi un biglietto in un'area del gruppo ultras non ti potevi sedere a meno che tu non fossi di gradimento del gruppo stesso. Anche i tifosi hanno testimoniato. Ci sono stati spintoni e questi  personaggi non si fermavano nemmeno davanti ai bambini". Gli episodi sarebbero successi anche di fronte agli occhi degli steward della società.

Il capo e i colonnelli

Capo riconosciuto dell'organizzazione, e in particolare del gruppo dei Drughi, è Dino Mocciola, che gestiva tutto nonostante fosse sottoposto a Daspo e sorveglianza speciale per altri reati. Chi non rispettava le sue indicazioni del capo assoluto veniva allontanato dai gruppi del tifo organizzato. Non veniva mai nominato direttamente: gli appartenenti alla curva lo chiamavano semplicemente Lui o Il Presidente.

"Queste persone - aggiunge Caputo - hanno fatto come stile di vita la violenza. Il tifo è un pretesto, avrebbero potuto essere tranquillamente anche tifosi di altre società".

I privilegi, il bagarinaggio e le ritorsioni

I principali privilegi che chiedevano alla società erano biglietti a prezzo calmierato, che così potevano rivendere alimentando il mercato del bagarinaggio. Chiedevano anche di essere invitati alle iniziative della società, come ad esempio le presentazioni di giocatori.

Le ritorsioni principali erano i cori razzisti, che costano alla società provvedimenti disciplinari fino alla squalifica del campo. La scorsa stagione, per i cori contro Kalidou Koulibaly del Napoli, la curva della Juventus era stata squalificata per la successiva partita con il Genoa, con conseguente danno per la società e per i tifosi (quelli perbene naturalmente). Altra ritorsione era invece lo sciopero del tifo, in cui si impediva anche tutto il resto della tifoseria di tifare, naturalmente con la violenza. 

Il bagarinaggio con le ricevitorie compiacenti

Il principale canale che però foraggiava il bagarinaggio erano le ricevitorie compiacenti. L'inchiesta ne ha individuate otto sparse sul territorio nazionale, "che verranno chiuse", ha detto Carlo Ambra, capo della Digos di Torino. "Per le sole partite Juventus-Ajax e Juventus-Milan della scorsa stagione - ha aggiunto - una ricevitoria di Roma ha fornito loro 180 biglietti che hanno fruttato al gruppo un profitto di 20mila euro". Per acquisire i biglietti venivano utilizzati anche documenti di gente ignara di tutto.

Stop agli striscioni dei gruppi coinvolti in curva

Dalla prossima partita, Juventus-Hellas Verona, sabato 21 settembre 2019 alle 18, verranno vietati gli striscioni di tutti i gruppi interessati dall'inchiesta, che non potranno entrare allo stadio.

Le immagini che hanno incastrato i capi ultrà

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