Esondazioni del Po al Fioccardo: la messa in sicurezza passa dai fondi

Entro il 2014 potrebbero essere completati i lavori per la messa in sicurezza delle sponde del Po in zona Fioccardo. Tutto però sembra dipendere dalia disponibilità dei fondi necessari

La messa in sicurezza della sponda del Po in zona Fioccardo potrebbe essere completata entro il 2014, se saranno disponibili i fondi necessari. Lo hanno prospettato i tecnici del Comune in occasione di un sopralluogo effettuato stamattina dalla commissione Ambiente, presieduta da Marco Grimaldi.

Il Fioccardo, nella sua parte a valle di corso Moncalieri, è una delle tre aree abitate di Torino a rischio di allagamento, con una parte della zona di via Pianezza e il Borgo Dora. Ancora nel novembre scorso, diverse decine di famiglie erano state evacuate dalla Protezione civile in via precauzionale. Come spiegato dai tecnici, la zona è a rischio per una concomitanza di fattori: la presenza del Po (con una quota altimetrica bassa rispetto al letto del fiume), del suo affluente rio Sappone, che scende dalla collina e può gonfiarsi rapidamente in caso di intense precipitazioni, oltre che delle infiltrazioni dal fiume al terreno, in gran parte di riporto e molto permeabile.

La normativa vigente impedisce la costruzione di argini in cemento sul Po. Il progetto di messa in sicurezza, pertanto, prevede sostanzialmente l’innalzamento a terrapieno, fino a un massimo di 1,5 metri, del tratto della sponda (percorsa da una pista ciclopedonale) in prossimità della passerella sul rio Sappone e la realizzazione sul tratto finale di quest’ultimo di un muretto di contenimento in massi e calcestruzzo. Questo, secondo quanto illustrato nel corso del sopralluogo, al quale hanno partecipato anche esponenti di un comitato dei residenti, consentirà di contenere i fenomeni di piena, compresa la “piena duecentennale” (evento di intensità tale da ripetersi statisticamente soltanto ogni due secoli).

Il problema è rappresentato dai costi, oltre 600mila euro, in una situazione di difficoltà per le casse comunali e nell’impossibilità di contrarre nuovi mutui. Se il progetto verrà finanziato nel 2013, i lavori potrebbero partire entro l’estate del 2014, per concludersi nel giro di sei mesi. Il presidente della commissione Ambiente ha proposto di “verificare la possibilità che i 600mila euro possano essere messi a bilancio già quest’anno, eventualmente ricavandoli da qualche entrata straordinaria legata a una dismissione patrimoniale. Fermo restando – ha aggiunto Grimaldi – che i fondi per opere di messa in sicurezza delle sponde del Po dovrebbero essere forniti dalla Regione Piemonte e dall’AIPO (Agenzia interregionale Fiume Po)”. Al termine del sopralluogo, il presidente ha annunciato di voler chiedere all’assessore alla Polizia Municipale e Protezione civile di far predisporre un piano di allertamento ed evacuazione dei residenti nella zona potenzialmente a rischio.

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