Rapine in banca: esce dal carcere e dopo un mese torna a colpire

Tra maggio e giugno il pluripregiudicato ha messo a segno due colpi ed uno è andato a vuoto

Eseguita l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del pluripregiudicato Antonio Bisignano. E’ ritenuto responsabile di due rapine aggravate ed una tentata ai danni di istituti bancari eseguite nei mesi di maggio e giugno.

Nei tre casi, analizzando il modus operandi nonché le caratteristiche fisiche e somatiche del rapinatore, le indagini hanno permesso di identificare l’autore degli episodi in quanto già noto per gli stessi reati. Il malvivente, inoltre, era stato scarcerato solo il 29 aprile dopo aver espiato la pena detentiva di tre anni e due mesi sempre per rapine aggravate perpetrate ai danni di istituti di credito.

I fatti fanno riferimento ad una rapina del 26 maggio quando verso le 13 nella filiale della Cassa di Risparmio di Bra in corso Unione Sovietica un uomo travisato con un cappellino tipo baseball di colore scuro, entrava in agenzia e, minacciando l’impiegata con un taglierino le intimava di consegnargli tutto il denaro per un totale di 7.500 euro.

Nemmeno un mese dopo, il 14 giungo alle 12.05 circa, presso la Banca “Intesa-Sanpaolo, in corso Unione Sovietica una nuova rapina veniva commessa da un soggetto travisato con un cappellino da pescatore di colore scuro ed occhiali. L’uomo, dopo aver aggirato il bancone, aveva minacciato con un taglierino il cassiere facendosi consegnare una somma contante per un totale di euro 3.910 euro.

E’ andata male invece l’ultima rapina del 29 giugno presso l’agenzia TO-Galimberti della Unicredit Banca di Piazza Galimberti. L’uomo parzialmente travisato con il cappuccio della felpa, dopo essere entrato all’interno della filiale, si dirigeva verso una cassa e, minacciando con un taglierino la responsabile, ordinava alla stessa di consegnargli tutto il denaro. Il rapinatore, tuttavia, accortosi che vi erano solamente pochi euro in moneta metallica, tentava di aprire altri cassetti, ma tutti i mezzi forti erano stati bloccati da un time lock. Il malvivente, quindi, desisteva dal suo intento ed usciva dai locali dell’agenzia minacciando di morte i presenti qualora si fossero mossi o avessero tentato di bloccarlo. 
 

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