Esce di galera e occupa una casa: "Voglio solo una seconda possibilità"

Giovanni, 60 anni, vuole lasciarsi alle spalle i furti e le rapine. Ma per ricominciare ha dovuto occupare abusivamente un alloggio popolare in via Ghedini

Appena uscito dal penitenziario ha occupato abusivamente una casa popolare in via Ghedini, per non finire a dormire in mezzo ad una strada. Giovanni, il protagonista di questa storia, è un uomo di 60 anni che oggi vive alla giornata, nella speranza che il futuro gli conceda una seconda possibilità. Ma per l’ex carcerato il ritorno alla vita di tutti i giorni non è stato certo facile. L’uomo si è dovuto subito scontrare con l’intransigenza delle forze dell’ordine e con il rischio di ritrovarsi sotto un ponte.

La sua presenza nell’appartamento, infatti, è stata notata da qualche inquilino che ha chiamato l’Atc. “Uscito di galera mi sono ritrovato senza casa e lavoro – racconta Giovanni -. Ho scoperto che il mio vecchio alloggio era stato affidato ad un altro. I miei ricordi e i miei mobili non li ho mai più ritrovati”.

Non sapendo dove andare Giovanni ha optato per la scelta che in quel momento gli sembrava più logica: entrare abusivamente in un alloggio vuoto. Ma senza riscaldamento e senza nulla da mettere sotto i denti la situazione si è fatta critica. Giovanni ha provato a bussare alle porte delle parrocchie ottenendo pasta e scatolette. Ma a pesare sono arrivati i problemi di salute alla schiena e allo stomaco. “Per assurdo non riesco nemmeno a portare avanti la pratica per l’invalidità perché il primo ticket costa 15 euro e io non ho soldi”.

Dei parenti si sono perse le tracce. Eppure Giuseppe vorrebbe poter rivedere i suoi cinque figli. Due maschi avuti da un primo matrimonio con una donna oggi deceduta a causa della leucemia e altre tre, femmine, avute dalla seconda moglie. Ma dopo ventisei anni di carcere alle spalle, per rapine e furti, Giovanni ha solo voglia di ricominciare e di buttarsi tutto alle spalle.

Per questo il 60enne ha chiesto il supporto degli assistenti sociali e si è iscritto all'ufficio del lavoro arrivando anche a compilare la relativa domanda per avere una casa popolare.“Proverò a lottare onestamente per trovare un lavoro. Ho diritto anch’io ad  una seconda possibilità” l’appello dell’uomo.

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