Emergenza abitativa: nuovo Regolamento per l'assegnazione degli alloggi

Il regolamento prevede anche assegnazioni "su riserva": per far fronte a situazioni di emergenza, il Comune potrà assegnare fino al 25% degli alloggi al di fuori delle graduatorie da bando

23 voti favorevoli, 11 astensioni e nessun voto contrario per l'approvazione del nuovo Regolamento per l'esame delle situazioni di emergenza abitativa. Il Consiglio comunale ha deciso l'abbandono del vecchio regolamento (n. 296), datato 2004 e modificato nel 2009, che risulta oggi superato per effetto della Legge regionale n. 3 del 2010 che ha variato il quadro normativo dell’edilizia sociale.
 
Il nuovo regime di assegnazioni "su riserva", una delle novità principali introdotte dalla normativa regionale, autorizza i Comuni ad assegnare un’aliquota non eccedente il 25% degli alloggi disponibili su base annua, al di fuori delle graduatorie da bando generale, per far fronte a situazioni di emergenza abitativa previste dal legislatore regionale e non più individuate in autonomia dai singoli comuni. Il regolamento norma tale possibilità intervenendo in particolare e dando priorità a nuclei familiari nei quali siano presenti minori, disabili e anziani.
 
Sarà però la Città, secondo il nuovo regolamento comunale, a verificare ed accertare i requisiti del richiedente l’assegnazione dell’alloggio sociale attraverso l’apposita Commissione Emergenza Abitativa.
 
Le dichiarazioni di voto ed il voto sono state precedute da un dibattito.
 
Domenica GENISIO (PD): Ringrazio l’assessore per aver lavorato nell’esclusivo interesse dei cittadini. Mi auguro che si possa continuare a proseguire senza pregiudizi, affidando all’assessore la puntuale attuazione della delibera.
 
Marco GRIMALDI (Sel):Ringrazio l’assessore Tisi per il lavoro svolto, e quanto fatto in commissione emergenza abitativa, anche con i consiglieri di minoranza. Oggi ci sono oltre 1000 sfratti l’anno, 900 sono esecutivi. Si riesce a dar risposta positiva a 1/3 di nuclei familiari. Non tutti possono accedere all’aiuto perché si può andare fin dove la legge lo consente, come sulla morosità incolpevole, legata alla perdita di un lavoro in nero o a contratti non registrati regolarmente. Il regolamento non scioglie tutti i nodi dell’emergenza abitativa, come ad esempio quello dei profughi e dei senza fissa dimora. Siamo riusciti, spero, a dare una risposta unitaria e auspico che la delibera sia votata all’unanimità, su un tema così importante per le famiglie. Infine vorrei dire che questo strumento debba valere anche per i casi di convivenza, senza discriminazione alcuna.
 
Maurizio MARRONE (Pdl): Confermo quanto ha detto Grimaldi sul metodo di lavoro corale. La difficile situazione che ha rappresentato risponde a verità. Lo sforzo che abbiamo prodotto per modificare questa bozza risponde allo scopo di scongiurare il ricorso a scorciatoie da parte di taluni, a danno di chi ha bisogno della casa. Gli emendamenti che saranno presentati dal Pdl e da altre forze della minoranza rispondono allo scopo di migliorare il regolamento e, per esempio, porre rimedio a ingiuste esclusioni. Il loro accoglimento è condizione per un voto favorevole all’ intero provvedimento. Prego il Consiglio di voler continuare ad operare con la coralità che ha adottato nelle fasi precedenti e di dedicare loro la propria attenzione.
 
Vittorio BERTOLA (Movimento 5 Stelle): Sarebbe importante affrontare il tema “casa” nel suo complesso e fare il punto sull’intera offerta abitativa promossa dall’ente pubblico. Bisognerebbe rimettere in circolo il patrimonio abitativo privato degradato.
 
Enzo LIARDO (PdL): L’emergenza abitativa interessa tante fasce di povertà in città. Per questo ci vorrebbe una maggiore condivisione, considerato il grande interesse sul tema. Auspichiamo che vengano presi in considerazione i nostri emendamenti, anche perché non sono ostruzionistici, ma entrano nel merito, per migliorare il testo del Regolamento.

 

 

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