Venticinque baracche demolite nel 2014, ma sulle sponde del fiume rimane una discarica

Una settantina di persone avevano trovano riparo in lungo Stura Lazio, a due passi da corso Giulio Cesare. Ma il degrado, dopo lo sgombero, è rimasto

Discariche ovunque sulle sponde dello Stura

Si erano creati un vero e proprio accampamento di fortuna. Un insediamento non autorizzato a fianco degli orti urbani,

In lungo Stura Lazio, a due passi da corso Giulio Cesare non c'è più traccia di quella settantina di persone di nazionalità spagnola e ungherese.

Dopo lo sgombero, nell’agosto del 2014, nessuno ha più fatto ritorno in quel campo. Demolite le 25 baracche sono rimasti solo più i rifiuti, ancora oggi presenti.

L’intervento di pulizia del piccolo villaggio della disperazione si sarebbe dovuto completare in pochi giorni, ma così non è stato. Sul perimetro dell’automercato restano ancora materassi, giochi, macerie. Montagne di plastica, sacchi neri e oggetti che probabilmente hanno perso la loro utilità da tempo.

Insomma i ricordi di quell’operazione che si è tenuta, ormai, due anni e mezzo fa. Mentre le forze dell’ordine, dal canto loro, hanno provveduto a controllare l’accesso lungo piazzale Romolo e Remo. Per evitare altre intrusioni. Ma la bomba ad orologeria continua a gravare pericolosamente sulle sponde, con il rischio di finire un domani in acqua.

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