LETTORI - Parella, il quartiere che la sera diventa a "luci rosse"

"Immaginate di vivere tra gli schiamazzi notturni dei clienti delle lucciole e le litigate frequenti delle stesse, provate a sopportare questa situazione una sola notte, moltiplicatela per 365 giorni l'anno e poi nuovamente per 10 anni"

Riceviamo e pubblichiamo una mail di denuncia da parte di un lettore, Gianluca D., stanco di vivere in un quartiere che dalla sera si trasforma in una zona "a luci rosse". Nonostante le numerose segnalazione dei residenti di Parella la situazione pare non essere migliorata. Lo attestano gli schiamazzi dei clienti delle prostitute e i frequenti litigi di queste ultime.

Di seguito la denuncia di Gianluca D.

E’ inutile nascondersi dietro ad un dito, il problema è noto a tutti.

Il caso del crescente disagio per la prostituzione in strada nel quartiere Parella fu affrontato dalla Circoscrizione IV già nel giugno del 2002 (Atto consigliare numero 94) ma a quanto pare questo fenomeno non è un qualcosa da contrastare bensì un “valore aggiunto” del quartiere che, al contrario, ne farebbe volentieri a meno.

Ebbene, da quella discussione consigliare ad oggi si sono susseguite numerose segnalazioni agli enti preposti al controllo che a loro volta hanno sempre risposto scaricando le responsabilità a terzi, quasi non fosse un reale problema. Invece questa situazione è insostenibile, le vie a scorrimento veloce sono diventate una lunga sfilata di prostitute mentre le strade secondarie sono il luogo ideale per appartarsi con i clienti, giardini pubblici inclusi.

In oltre dieci anni la prostituzione lungo gli assi viari del quartiere ha subito una crescita esponenziale così come il nervosismo dei residenti. Immaginate di vivere tra gli schiamazzi notturni dei clienti delle lucciole e le litigate frequenti delle stesse, provate a sopportare questa situazione una sola notte, moltiplicatela per 365 giorni l’anno e poi nuovamente per 10 anni.

Semplicemente insostenibile. Non ci sono altre parole.

L’assoluta mancanza di controlli trasforma le nicchie dei portoni in camerini, gli spazi tra le auto in toilette a cielo aperto ed i cofani in bidoni della spazzatura dove lasciare di tutto a fine nottata.

Mi chiedo se coloro che si occupano di questo quartiere e di questa città si rendano conto di cosa voglia dire trovarsi in questa situazione, cosa significhi per chiunque voglia vendere la propria casa con un fattore pesantemente degradante come questo in un momento già complicato per il settore.

Questa è una grave mancanza di rispetto verso la popolazione di un intero quartiere che probabilmente ha l’unica colpa di vivere nella zona dove, a quanto pare,  tutto è concesso.

Insomma, meglio qui che altrove.

E invece non è giusto, non può essere tollerata la leggerezza con cui viene affrontato il problema. Anzi, l’indifferenza che porta a non affrontarlo per nulla. Quando un fenomeno come questo non viene contrastato esso diventa fortemente radicato, l’intera zona ha ormai la nomea di “quartiere a luci rosse” ed i residenti non hanno strumenti per contrastarlo, non spetta a loro farlo. Non si vedono interventi a tutela degli abitanti, niente di concreto in oltre dieci anni. Tutto questo non è accettabile, abbiamo aspettato in silenzio per anni e ora è giusto che qualcuno ammetta di aver sottovalutato il problema e lo affronti in maniera decisa.

Ne abbiamo il diritto.

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