De Tomaso, ultimo atto: inviate 900 lettere di licenziamento

La vicenda dei lavoratori della De Tomaso di Grugliasco sembra essere arrivata alla fine: il curatore fallimentare ha inviato 900 lettere di licenziamento

900 lettere di licenziamento: così finisce la vicenda dei lavoratori dello stabilimento automobilistico di Grugliasco, prima Pininfarina e poi De Tomaso.  

Il curatore fallimentare, Enrico Stasi, ha inviato le lettere di licenziamento: se non si troverà prima un’acquirente, il provvedimento scatterà il 4 gennaio. Ad essere coinvolti nel licenziamento sono anche i circa 100 lavoratori dello stabilimento di Livorno. Lo stabilimento maggiore, a Grugliasco – ex Pininfarina – era stato rilevato tra il 2009 e il 2010 dalla De Tomaso, anche se dalle sue fabbriche non è stata prodotta una sola auto, la concept car Deauville. Poi l’inchiesta della procura di Torino, le manette per Gian Mario Rossignolo e il figlio Gian Luca, oltre ad altri menager, la decadenza del marchio De Tomaso per mancato utilizzo. E adesso, dopo la cassa integrazione, le lettere di licenziamento.

Davanti ai cancelli della De Tomaso, lunedì, i lavoratori si troveranno per una protesta, mentre martedì la Fiom organizzerà un presidio davanti alla giunta regionale del Piemonte, in piazza Castello, chiedendo un incontro in Regione.

"E' la formalizzazione di un provvedimento inevitabile - commenta Vittorio De Martino, segretario generale della Fiom piemontese - ma noi continuiamo a chiedere che si trovi una soluzione per salvare tutti i posti di lavoro. Alla Regione sollecitiamo una soluzione per il marchio De Tomaso e l'avvio dei corsi di formazione, che ancora non sono partiti".

"Il curatore - spiega Claudia Porchietto, assessore regionale al Lavoro della Regione Piemonte - si è mosso in piena autonomia. In questo momento d'altra parte non sono state formalizzate manifestazioni d'interesse perché non si sa ancora se il marchio sarà disponibile o meno. Su questo punto la procedura credo debba essere chiaro ha l'obbligo assoluto di chiudere in tempi rapidi a tutela dei lavoratori per non vanificare gli sforzi fatti in questi mesi dalle Istituzioni, Regione in primis".

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