Dark Hood, il supereroe che aiuta i bisognosi nelle notti torinesi

Gira di notte, incappucciato e vestito completamente di nero, tanto che qualcuno se lo vede cambia strada. Eppure non fa male a una mosca, anzi il suo compito è quello di aiutare i più bisognosi, specie i senzatetto a cui porta coperte e cibo

Se incontrate Dark Hood nelle notti torinesi non abbiate paura, lui è un supereroe moderno: simile nell’aspetto ad Arrow, con la voce camuffata come Batman, ma che ha preso ispirazione dal film Kick Ass e, ultimo “ma non ultimo”, si comporta come Robin Hood, con la sola differenza che non ruba ai ricchi per dare ai poveri, ma aiuta questi ultimi con le sue “normali” forze economiche. Si fa chiamare Dark Hood come dicevamo prima e lo abbiamo incontrato nel centro di Torino, davanti alla chiesa del Duomo dove sono soliti stazionare diversi senzatetto. Lui, vestito con un maglione nero, un cappuccio dello stesso colore e gli occhiali da softair si è avvicinato a tutti loro porgendogli una scatoletta di mais e ricevendo in cambio il sorriso di chi non avendo nulla si stupisce quasi di un gesto simile.

A vederlo molti cambiano strada perché sembra un malintenzionato, ma in realtà Dark Hood è nato per fare del bene e basta. Fa parte di un movimento che si chiama “Real Life Superheroes”, cioè supereroi nella vita reale, e ce ne sono una ventina in tutta Italia. Il loro scopo è quello di aiutare chi è più bisognoso - nel caso di Dark Hood, lui vigila sui senzatetto dando loro un pasto che acquista durante il giorno - o smascherare i pedofili su internet utilizzando profili fake, o ancora aiutare gli animali abbandonati. Il movimento è nato circa cinque anni fa con Entomo di Napoli, poi a seguire Power Man, il Gufo, fino ad arrivare al torinese Dark Hood, letteralmente “cappuccio scuro”, spuntato nella notte cittadina un annetto fa.

Vigilare e aiutare i senzatetto è un impegno diventato ormai fisso per Dark Hood, Paolo nella vita reale. Lui, ventottenne informatico, ha iniziato tanti anni fa facendo volontariato, ma questo non gli bastava. Voleva fare di più e quando ha visto il film Kick Ass, una frase gli è entrata dentro e lo ha portato a informarsi del movimento Real Life Superheroes. Così si era messo in testa un passamontagna, un maglione scuro ed era andato in strada a fare del bene. Fino a quando, durante la visita del Papa a Torino, è stato fermato dai carabinieri che pensavano fosse un malintenzionato con una bomba in mano. “In realtà stavo dando una scatola di viveri a diversi senzatetto, ma l’hanno scambiata per un pacco bomba - ci racconta -. Da allora ho cambiato il mio travestimento togliendo il passamontagna e mettendo gli occhiali scuri”. 

Certo non passa inosservato. In due ore e mezza di giro per Torino con lui, passando nelle vie più buie ma non solo, qualsiasi occhio ci scrutava. Non deve essere semplice, eppure lui sa qual è il suo scopo e va avanti: “Ormai ci sono abituato. C’è chi chiede e chi invece commenta da lontano. Ma a me non importa molto, io voglio fare del bene e sono felice quando qualcuno decide di darmi una mano anche solo dandomi una coperta o qualche scatoletta da portare a chi ha bisogno”. Abbiamo deciso di raccontare la sua storia anche per questo. Lui fa tutto con parte dei soldi che guadagna nel suo lavoro di informatico. Non è ricco, eppure nel suo piccolo, seppur in modo quasi da cartone animato, dà una mano. Molti sentendo la sua storia e qual che fa potrebbero volerlo aiutare, scendendo in strada con lui o semplicemente contattandolo sul sito www.darkhood.it. E comunque ricordate, se lo incontrate per strada, non abbiate paura: lui è Dark Hood, un supereroe dei tempi moderni.

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