Oro e argento rubati e fusi in lingotti: undici condanne

Si attende maxi-confisca di beni

immagine di repertorio

Undici condanne, due patteggiamenti e un'assoluzione in un processo, tenutosi a Torino e conclusosi ieri, martedì 5 dicembre 2017, per un maxi-riciclaggio di oro tra Italia, Ungheria e Slovenia. Lo scorso febbraio 2017, per l'accaduto, erano state arrestate appunto undici persone dalla guardia di finanza ed era stato effettuato un maxi-sequestro in una ditta dell'Aretino.

A pagare il prezzo più alto, nel verdetto del gup Alfredo Toppino (il procedimento si è svolto con rito abbreviato) è stato Gianluca Ciancio, titolare dell'omonima impresa che aveva sede in via San Paolo 117 e che è stato condannato a quattro anni e mezzo di carcere (nel processo era difeso dagli avvocati Emiliana Olivieri e Luca Della Torre).

L'inchiesta condotta dalla guardia di finanza e coordinata dai pm Valerio Longi e Roberto Sparagna aveva permesso di ricostruire un traffico di 900 chili d'oro e cinque tonnellate e mezza d'argento tutti provenienti da furti e rapine. L'azienda torinese fondeva i metalli in piccoli lingotti che rendevano impossibile rintracciarne l'origine.

Adesso la guardia di finanza attenderà i provvedimenti di confisca nei confronti degli indagati, che ammontano a svariati milioni. Agli imputati per ora sono stati sequestrati beni per più di due milioni, somma insufficiente a coprire il reale valore della refurtiva.

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