Patenti facili per aspiranti camionisti: condanne pesanti, ma la prescrizione è dietro l'angolo

Ingegneri motorizzazione tornati al loro posto

immagini di repertorio

Condannati a pene tra cinque anni e quattro mesi e sette anni e cinque mesi di reclusione nella giornata di ieri, giovedì 25 ottobre 2018, tre ingegneri della motorizzazione civile di Torino verranno sicuramente salvati dalla prescrizione, che scatterà a partire dal 17 maggio 2019: impossibile, per quella data, che il processo per la vicenda delle patenti facili vada a sentenza definitiva in Cassazione. Oltre al danno anche la beffa, visto che i tre sono tornati al loro posto nonostante tutto, una volta finito il periodo di custodia cautelare.

Le condanne, chieste dal pm Giovanni Caspani che ha sostenuto l'accusa, sono scattate per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali e alla commissione di falsi ideologici.

Altre otto persone, tutti aspiranti autotrasportatori che avevano ottenuto il rilascio indebito di patenti C, D ed E pur avendo clamorosamente fallito l'esame di teoria e anche quello di pratica, sono state condannate a un anno e quattro mesi.

L’inchiesta partì nel 2011 grazie a un servizio di Striscia la Notizia in cui l'inviato Vittorio Brumotti documentava come in due autoscuole del torinese fosse possibile ottenere facilmente le patenti richieste tramite il versamento di denaro (fino a 2mila euro a patente).

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