Falsa aggressione con l'acido per incastrare i suoceri: marito e moglie condannati

È stata tutta una messinscena

La maglia di Michael Cariglia imbevuta dopo la falsa aggressione con l'acido

Si concluso ieri, venerdì 3 maggio 2019, con le condanne di entrambi, marito e moglie, il processo per le false aggressioni con l'acido simulate alla Falchera nell'aprile 2018. Si era trattato di una macchinazione ideata per fare finire in carcere i genitori della donna, tra cui Pierino Costantino Comodari, residente a Ceres. L'uomo aveva scontato un periodo di detenzione (ingiusta) di cinque mesi.

Per l'accaduto (oltre alle aggressioni ci sono anche scritte diffamatorie del tipo "Sei un pedofilo" sull'auto del marito) sono stati condannati Michael Cariglia, 49enne, che sconterà cinque anni e quattro mesi, e anche la moglie 21enne Azzurra Moreci, che invece non andrà in carcere in quanto la pena a un anno e dieci mesi di reclusione è stata sospesa. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Francesca Christillin.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri del comando provinciale di Siena, dove abita la coppia e dove vive anche la suocera innocente, e coordinate dal pm torinese Lisa Bergamasco. La svolta si è avuta quando è risultato che gli sms minatori che Cariglia riceveva non provenivano dai cellulari dei suoceri, come sostenuto dai due, ma da una piattaforma telematica, che permette di inviare messaggi scegliendo il mittente fasificandone l’indirizzo IP. I due erano stati arrestati lo scorso dicembre.

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