Medico di guardia rifiutò visita domiciliare a paziente: condannata

Così non diagnosticò un aneurisma

immagine di repertorio

Quattro mesi di reclusione, con pena naturalmente sospesa, per il medico di guardia, un'italiana oggi di 35 anni, che il 2 marzo 2016 si rifiutò di fare una visita domiciliare a Ivrea a una donna che poi si rivelò colpita da un aneurisma. L'accusa è di rifiuto di atti d'ufficio.

La sentenza è stata pronunciata ieri, martedì 17 luglio 2018, dal tribunale di Ivrea, che ha accolto solo parzialmente la richiesta di condanna a sette mesi del pm Lea Lamonaca.

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La dottoressa, assistita dall'avvocato Alberto Bazzani, dovrà anche risarcire la paziente che l'ha querelata, assistita dall'avvocato Luca Fiore. I giudici hanno stabilito una provvisionale immediatamente eseguibile di 5mila euro più le spese legali.

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