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Chi è Francesco Furchì? Il quadro dell'aggressore di Alberto Musy

E'"un pazzo" che "crede alle sue stesse palle" e "vive in un mondo virtuale". A dirlo è la moglie di Francesco Furchì, l'indagato numero uno per l'aggressione a Musy

Andrea Abbattista 31 gennaio 2013

Nella mattinata di ieri la Questura di Torino ha annunciato che, dopo mesi di indagini, sarebbe stato individuato l'aggressore di Alberto Musy. L'uomo in questione è Francesco Furchì, un uomo che conosceva il consigliere comunale dell'Udc, a cui aveva dato una mano durante le elezioni amministrative comunali di Torino del 2011, in cui Musy era candidato sindaco e lui candidato per un posto in Consiglio comunale nella lista Alleanza per Torino.

Ma chi è veramente Francesco Furchì? Nel decreto di fermo il pm Roberto Furlan cita le parole della moglie dell'indagato, da cui la stessa si sta separando, intercettata durante una telefonata. "E' un pazzo che crede alle sue stesse palle e vive in un mondo virtuale", ha detto nella chiamata. Per il magistrato questa è la migliore sintesi dell'essenza del presunto aggressore di Musy.

IL VIDEO DELL'AGGRESSORE

Dopo dieci mesi di indagini, via via più approfondite e invasive, il quadro personale di Furchì che ne esce è chiaro: è una persona dall'indole violenta e vendicativa. Per tre motivi in particolare nutriva odio verso Musy e questa sua propensione a vendicarsi lo avrebbe portato a sparare al consigliere comunale. Ma c'è stato anche il rischio che agisse ancor prima con l'imprenditore Giuseppe Arena, il padre di Arenaways. "A posteriori, penso che Francesco Furchì avrebbe potuto sparare anche a me - ha denunciato Arena -. Ho visto per l'ultima volta Furchì un anno fa quando, con alcuni conoscenti, ha cercato di acquisire Arenaways. Allora mi misi letteralmente di traverso affinché non ci riuscisse, perché non mi dava grande fiducia, e raggiunsi il mio intento anche se ci costò come cordata . Non avevamo grande considerazione di lui. Per questa ragione - continua Arena -, a posteriori dico che avrebbe potuto fare a me quello che ha fatto a Musy".

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Altro aspetto ancora oscuro della vita privata di Francesco Furchì sono i contatti che aveva con la malavita organizzata. Secondo gli inquirenti infatti frequentava spesso pregiudicati. Si sta cercando di capire se qualche suo contatto potrebbe averlo aiutato la mattina del 21 marzo 2012, magari facendogli da palo.

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Difficile invece dire che cosa faccia di professione l'indagato numero uno. Dal procuratore Caselli è stato definito un "faccendiere", un "affarista". Insomma uno che ha "le mani un po' ovunque". E dalla intercettazioni si ha la conferma. Aveva infatti diversi contatti nel mondo della politica e del giornalismo, per lo più sulla base delle comuni origini meridionali. Anche con queste persone "di rilevante notorietà e autorevolezza", Furchì spesso millantava di poter fare cose impossibili per lui. Come ad esempio offre a Michele Cucuzza (giornalista televisivo) delle cariche politiche.

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