Un successo la protesta contro l'invasione turca in Siria, ma in centro prolificano le scritte sui muri

I vandali hanno colpito ancora

Le scritte sui muri di via Po

In centinaia sono scesi in strada ieri, sabato 12 ottobre a Torino, per condannare l'invasione dell'esercito turco nel Nord-Est della Siria. Ma oggi, domenica 13 ottobre, ciò che resta in centro sono diversi muri imbrattati da scritte. Il fatto è stato segnalato sulla pagina Facebook "Rilanciare la Circoscrizione 1-Basta degrado". In via Po, su colonne e pareti sotto i portici, infatti, sono piuttosto evidenti le scritte contro Erdogan e a sostegno del Rojava, l'area invasa dai militari turchi.  

"Sono passati i soliti barbari in corteo in via Po - si legge sulla pagina social - e questi sono i risultati. Il Comune di Torino può cortesemente far pagare la ripulitura dei muri agli organizzatori del corteo?". Una manifestazione quella di ieri, che teneva in allerta commercianti e gestori di locali già da qualche giorno: "L'unico giorno in cui si può incassare decentemente è il sabato - si lamentavano nelle ore precedenti - e il centro viene totalmente bloccato dai manifestanti". Un successo per la manifestazione dalle nobili intenzioni, ma ciò che resta, a causa di qualche cattivo elemento, indubbiamente non è edificante per la città. 

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La protesta ha preso il via da piazza Castello alle 17.30 ed è stata promossa da comitati filo-curdi legati ad ambienti autonomi, hanno preso parte anche delegazioni della Cgil, dei sindacati autonomi, esponenti di Rifondazione Comunista e di Italia Viva. Il corteo ha rispettato un minuto di silenzio in ricordo di Lorenzo Orsetti, 33enne fiorentino, e Francesco Asperti, 53enne bergamasco, uccisi in Rojava nel Kurdistan siriano, dove si trovavano dopo essersi uniti ai curdi per combattere lo Stato Islamico.

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