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Un 2012 no stop per i centri commerciali torinesi, a chi conviene?

L'articolo 31 della manovra Monti elimina i limiti di orario per gli esercizi commerciali, che ora saranno aperti anche di domenica e lunedì mattina. Una convenienza per i clienti, ma rischia di prosciugare alcuni commercianti

Alessandro Parodi 23 gennaio 2012
Sarà aperto tutte le domeniche del 2012 il centro commerciale “Area 12”, sorto accanto al nuovo stadio Delle Alpi. Il nuovo calendario, reso possibile dall’articolo 31 della manovra economica, prevede aperture no stop per gli esercizi del grande magazzino con fasce orarie più ampie e niente pausa la domenica nè il lunedì mattina. Un’ottima notizia per i consumatori, che potranno fare acquisti nel supermercato e nei negozi dello shopping center in qualunque giorno della settimana, e per i quali le porte dell’Area 12 come di molti altri centri commerciali saranno sempre aperte per una passeggiata domenicale. 
 
Più perplessi sono invece gli esercenti, che per tenere aperto dovranno affrontare nuovi costi per un ricavato – si teme – insoddisfacente. “La nostra titolare – afferma la commessa di un negozio di cosmetici – ha sulle spalle lo stipendio di tre dipendenti, e quel che guadagna ad aprire la domenica non è granchè, dal momento che molte persone passano a guardare i nostri prodotti, ma gli acquisti sono scarsi. D’altronde non si può tenere chiuso, perchè questo comporterebbe multe salate”.
 
Non è molto differente la situazione delle grandi catene. Pochi i clienti attirati dalle firme dell’abbigliamento, ancora meno quelli che fanno acquisti. “Le cose vanno male – dice la titolare di un esercizio in franchising – anche con i saldi. Con l’arrivo della bella stagione penso che la situazione peggiorerà, perchè la gente non verrà più nei centri commerciali per rifugiarsi dal brutto tempo”. La stessa musica si sente all’interno del supermercato dell’Area, in cui code alle casse e nugoli di clienti non sono che un lontano miraggio. 
 
A guadagnare dalle aperture domenicali e dall’estensione degli orari, sembrerebbe, sono solo i clienti e i lavoratori interinali, che vedono nelle aperture domenicali dei supermercati un’opportunità per rimpiazzare, un giorno alla settimana, i lavoratori fissi. Il malcontento colpisce infatti ogni categoria di negozianti, dagli esercenti che lavorano in proprio ai lavoratori e commessi di un grande centro commerciale. La liberalizzazione degli orari, però, si inserisce in un più complesso quadro di liberalizzazioni, che a lungo termine potrebbe portare ad effetti benefici anche per i lavoratori e per i commessi. Quella che si profila come una selezione naturale del prodotto più appetibile, del prezzo più basso e dell’orario più comodo promette un futuro più stabile e a misura del consumatore. Ovviamente, perchè questo sia possibile, la selezione naturale dovrà lasciare alle proprie spalle numerose vittime.
 

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