Case ai rom e sul web impazza la protesta: "Noi italiani non contiamo nulla"

Lo sgombero del campo nomadi di lungo Stura Lazio, richiesto in passato dai torinesi, sta già facendo discutere. E la politica si divide sull'argomento

Lo sgombero del campo nomadi di lungo Stura Lazio e il successivo trasloco delle prime cinque famiglie in un social housing di corso Vigevano hanno portato malumore in città. I torinesi, nonostante le spiegazioni fornite dal Comune, hanno invaso i social network di commenti amari e dichiarazioni al veleno. L’assegnazione dei mini-appartamenti ai rom non è andata giù al torinese medio che oggi deve vedersela con la mini-imu, l’aumento delle tasse e uno stipendio sempre più ridotto. Qualcuno non ha nemmeno la fortuna di avere una casa, altri devono convivere con sfratti e situazioni critiche. “Stiamo impazzendo – dichiara Vito -. Ci sono italiani con bimbi che dormono in macchina e il Comune cosa fa? Presta le case ai rom”.

Come più volte raccontato la social housing temporanea e privata di corso Vigevano garantirà ai nomadi un tetto sopra la testa per un massimo di due anni. Ma sia le utenze sia l’affitto saranno a carico delle famiglie interessate al progetto. Ognuno dei 15 mini-appartamenti è stato dotato di letti, tavoli, sedie, un angolo cottura e servizi igienici. “Queste persone vivono meglio di quello che crediamo – rincara Angela -. Quando noi italiani andiamo a chiedere aiuto le istituzioni ci sbattono la porta in faccia. Loro, invece, ci passano davanti”. Secondo Umberto, invece, ci sarebbe bisogno di una protesta. ”Siamo arrivati a questo perché sfoggiamo la nostra rabbia solo su Facebook e non in piazza. Tutto va a rotoli e noi ci mettiamo a piangere su un computer”.

Divisi sull’argomento i politici. “Grazie ai 5 milioni di fondi europei si è potuto intervenire sulle baraccopoli abusive ma bisogna vigilare sull'operato del Comune con l'assegnazione delle case. I nomadi non devono prendere la residenza in Corso Vigevano se no rischiamo che sulle sponde del torrente stura ci finiscano i torinesi” parole dei consiglieri del Pdl Domenico Garcea e Roberta Borio. “Sono fondi europei destinati ai rom che non possono essere stanziati per altri progetti” ribatte il consigliere della circoscrizione Sei Fabrizio Genco.

“Due pesi e due misure vengono adottati dalla Città. Fosse per me le baracche le avrei rase al suolo con delle ruspe” dichiara Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega Nord in Sala Rossa. Secondo la presidente della circoscrizione Sei Nadia Conticelli “Nessuno sta regalando le case ai rom. I nomadi pagheranno le utenze e successivamente dovranno uscire da quella residenza e imparare a camminare con le loro gambe”.

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