Le carceri romene sono troppo dure: il detenuto già condannato resta a Torino

Per il momento niente estradizione

immagine di repertorio

Le carceri romene sono troppo dure e quindi l'estradizione di un detenuto nel carcere delle Vallette è stata respinta per decisione della Corte di Cassazione.

La pronuncia è di metà agosto 2018. Secondo i supremi giudici "le condizioni carcerarie della Romania" sono caratterizzate da "gravi carenze sistemiche". Per questa ragione i detenuti rischiano in modo "concreto" un "trattamento inumano e degradante".

Il verdetto ribalta quello pronunciato lo scorso 22 maggio 2018 della Corte d’Appello di Torino, che viene anzi bacchettata, in quando non avrebbe dovuto disporre l'estradizione aver prima ottenuto informazioni sulla situazione carceraria del paese destinatario.

A beneficiare della sentenza sarà un 36enne romeno che dovrà scontare un anno (e a questo punto lo farà nel nostro Paese) dopo essere stato catturato su mandato di arresto europeo in seguito a una condanna, subita in patria, per percosse, lesioni personali e violazione di domicilio.

Alle richieste formulate dalla Cassazione il governo del Paese destinatario non ha dato chiarimenti sufficienti, in particolare, su quale sia il numero di detenuti nelle carceri, quali siano le condizioni igieniche di bagni e docce, se all'interno vi siano acqua calda e riscaldamento e quali siano le dimensioni e lo stato della pulizia delle celle. In attesa che tali chiarimenti arrivino, il detenuto resta qui.

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