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Tensione nel carcere di Torino: detenuti usano lamette da barba per minacciare le guardie, bloccati

"Servono provvedimenti concreti e urgenti per fronteggiare la grave situazione che sta contraddistinguendo negativamente la Casa circondariale del capoluogo di regione. Servono fatti, non chiacchiere!", riferiscono dal SAPPE

Due detenuti nel carcere di Torino danno in escandescenze e utilizzano lamette da barba per minacciare i presenti, ma intervengono le guardie e nessuno si fa male. A darne notizia è Vicente Santilli, segretario nazionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Gli episodi si sono verificati nella giornata di martedì 12 marzo, nella casa circondariale Lorusso e Cutugno. "Così non si può andare avanti! Le colleghe ed i colleghi non sentono vicini a loro le istituzioni penitenziarie, che sembrano sottovalutare la gravità della situazione a Torino. Servono, e il SAPPE torna a sollecitarli ulteriormente, provvedimenti concreti ed urgenti per fronteggiare la grave situazione che sta contraddistinguendo negativamente la Casa circondariale del capoluogo di regione. Servono fatti, non chiacchiere! Tutti i giorni i poliziotti penitenziari devono fare i conti con le criticità e le problematiche che rendono sempre più difficoltoso lavorare nella prima linea delle sezioni delle detentive delle carceri, per adulti e minori. Mi riferisco, anche, alla necessità di avere, a propria tutela, nuovi strumenti di operatività come il taser, kit antiaggressione, guanti antitaglio, telecamere portatili", denuncia Donato Capece, Segretario generale del SAPPE.

Detenuto estrae dalla bocca le lamette

“Il primo episodio si è verificato intorno alle 13 quando un detenuto frequentante la scuola di alfabetizzazione è uscito dall’aula e, approfittando di un blackout che ha impedito la chiusura del cancello meccanizzato di accesso al Padiglione detentivo, è uscito e si è diretto in un altro Padiglione, tentando di mischiarsi ad altri detenuti che si stavano recando alle varie attività. Il personale di Polizia addetto alla sorveglianza, accortosi dell’intrusione, ha tentato di fermarlo ma l’uomo è corso velocemente imboccando la scala utilizzata dal personale per salire sui piani detentivi. Rapidamente, il soggetto è stato bloccato e, considerato che a quell’ora molti detenuti erano in transito per le diverse attività, per non creare disordini, è stato accompagnato nell’ufficio del coordinatore di Polizia Penitenziaria. In questa fase, in forte stato di agitazione, ha tentato di aggredire ferocemente con calci e morsi gli agenti che lo stavano trattenendo, senza tuttavia ferire nessuno degli intervenuti che, con grande professionalità, hanno continuato ad assicurare la ferma coercizione dell’individuo. Ricondotto alla calma, il ristretto è stato riaccompagnato al padiglione detentivo di appartenenza, in una cella del piano terra. In questo frangente, ha ripreso le proprie minacce e volgarità nei confronti del personale, per poi estrarre dalla bocca delle lamette da barba precedentemente occultate con cui ha tentato di colpire i presenti senza, fortunatamente, riuscire a ferire nessuno. Dopo lunga opera di persuasione, gli uomini della Polizia Penitenziaria sono riusciti a farsi consegnare le lamette da barba e a condurre il soggetto dal medico affinché venisse visitato”, spiega Vicente Santilli, segretario nazionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. 

Detenuto aggredisce un agente poi si fa un taglio sul braccio

“Poco più tardi, in un’altra area del penitenziario, un detenuto marocchino in forte stato di agitazione, dopo avere terminato una telefonata con il proprio legale, riversava la propria ira nei confronti del poliziotto penitenziario incaricato di riaccompagnarlo nella propria Sezione detentiva, colpendolo violentemente con una spallata al costato, per poi scaraventare in terra un bidone dell’immondizia e danneggiare irrimediabilmente il telefono in dotazione al personale. Solo l’immediato intervento di altri agenti di supporto ha evitato che la situazione degenerasse con ulteriori violenze: tuttavia, dopo essere stato condotto nella propria cella, il detenuto ha continuato ad insultare ed inveire contro il personale per poi auto lesionarsi procurandosi un taglio sul braccio con una lametta da barba del tipo consentito e, con la stessa, minacciare chiunque fosse entrato in cella. Anche in questo caso, solo dopo una lunga ed estenuante opera di mediazione il personale di Polizia Penitenziaria è riuscito a convincere il detenuto a consegnare la lametta e desistere dai propri propositi, accompagnandolo poi dal medico per le cure del caso”, conclude Vicente Santilli.

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