Campo nomadi di via Germagnano: "Prendiamo delle decisioni"

A chiederlo è la presidente della Circoscrizione 6, Nadia Conticelli. "Questo quartiere ospita i due terzi dei campi nomadi della città e dagli anni 90 sperimenta percorsi di integrazione. Prendiamo delle decisioni"

Dopo la denuncia da parte del Presidente dell'Enpa di Torino di continue aggressioni subite dai volontari dell'ente da parte di nomadi del campo di via Germagnano, la presidente della Circoscrizione 6, Nadia Conticelli, ha emesso un comunicato in cui parla dell'argomento. “Via Germagnano non è un luna park e neppure il palco di San Remo - dice Conticelli - Non abbiamo bisogno di sopralluoghi con nugoli di fotografi e neppure di formule strategiche. I campi abusivi di via Germagnano e di lungo Stura rappresentano una realtà sociale complessa, un dramma umanitario e un disagio pesante per il territorio".

"Questo quartiere ospita i due terzi dei campi nomadi della città e dagli anni 90 sperimenta percorsi di integrazione con i suoi Servizi Sociali, con le sue scuole, con le associazioni, con gli oratori. Non c’è molto da inventare, bisogna investire e prendere delle decisioni, a più livelli istituzionali, che non riguardano solo il Comune di Torino, ma coinvolgono Questura, Prefettura, Regione e Provincia. Di questo c’è bisogno, anche senza riempire le cronache, come hanno fatto in questi anni gli assistenti sociali, i vigili, gli insegnanti, i volontari, a volte anche i semplici cittadini di questo territorio".

"Il servizio sociale circoscrizionale si occupa dal 1994 dei campi nomadi, con un progetto che contiene già nel titolo il suo programma: Autoromia. Oggi con pesanti tagli sul welfare, soprattutto a livello regionale, sono rimasti al campo di via Germagnano solo due educatori. Riescono a seguire direttamente 22 minori, a sostegno di situazioni famigliari e individuali particolarmente problematiche. C’è anche un micronido, dal 1999, rivolto a bambini fino ai 3 anni e gestito da una donna Rom, che ha consentito a una trentina di donne di sperimentarsi, con il supporto di educatori, nell’accudimento e nella cura di bimbi e contemporaneamente di avere un ritorno economico e in molti casi il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno e quindi la regolarizzazione. Da qualche anno è attivo anche un Punto gioco, rivolto a bambini in età prescolare, per avvicinarli all’inserimento scolastico. La Circoscrizione, con il Comune, ha stilato anche un Protocollo per la scolarizzazione, che garantisce un monitoraggio puntuale degli inserimenti".

"Non mancano quindi i “percorsi”, gli esempi virtuosi, anche senza uscire dalla cinta daziaria, ma  su tutto questo pesano i numeri. Parlare di integrazione di centinaia di persone su uno stesso territorio è aleatorio e improbabile. Quella sorta di terra di terra di nessuno che è diventato via Germagnano è la negazione totale di qualsiasi intervento educativo, che possa offrire una opportunità a quei bambini, diversa dal lancio delle pietre. Quindi, per favore, usciamo dal tunnel del “clamore dell’orrore”, indignamoci una volta per tutte e tutti insieme, e poi prendiamo delle decisioni, con senso di responsabilità”.

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