Tre campi nomadi tra Torino e Borgaro. I residenti preparano l'esposto

La situazione di strada dell'Aeroporto è sfuggita alle istituzioni. Lo sanno bene i cittadini che hanno deciso di denunciare quello che avviene nei pressi della strada provinciale che porta a Borgaro

Tre campi nomadi di cui solo uno ufficialmente riconosciuto dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine. Siamo in strada dell’Aeroporto, tra le città di Torino e Borgaro. Al confine tra le circoscrizioni Cinque e Sei vivono un numero non ben definito di rom. Una buona fetta risiede nel campo autorizzato dal Comune di Torino. Tutti gli altri, invece, hanno trovato dimora lungo la strada provinciale che porta a Borgaro. In due zone ben distinte tra loro.

Il primo mini-campo abusivo si trova nei pressi di strada Bellacomba dove risiederebbero circa 150 persone. A contestare la nascita di questo insediamento in strada dell’Aeroporto ci hanno pensato nei giorni scorsi il consigliere comunale del Pdl Maurizio Marrone e la responsabile dell’osservatorio sulla Sicurezza e il Degrado Patrizia Alessi. Marrone e Alessi hanno effettuato un sopralluogo per dare una risposta alle proteste sollevate dai residenti della zona. "Abbiamo fatto un giro nei pressi del campo – spiega Marrone -. Abbiamo visto con i nostri occhi come il degrado sia all’ordine del giorno. Di interventi, però, neanche a parlarne".

Lungo la strada provinciale che porta a Borgaro sarebbe nato un secondo insediamento abusivo sconosciuto all’amministrazione stessa. "Stanno lasciando i residenti di quella zona da soli – continua Alessi –. In balia di gente che non ha nessun rispetto per il prossimo". In uno dei due campi si possono chiaramente vedere delle macchine sportive e addirittura un passo carraio con tanto di numero civico e cassetta postale. Per questo da strada Bellacomba è partito un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica.



Nel documento vengono segnalati alcuni soprusi. In primis il dramma dei fumi tossici, sempre all’ordine del giorno. Nei campi, sia quello autorizzato che quelli abusivi, i rom continuano a bruciare pneumatici, plastica e qualsiasi altro materiale velenoso. A fianco delle solite roulotte e delle baracche compaiono anche i soliti cumuli di immondizia. "Nonostante le tante richieste siamo sempre qui a segnalare lo stesso problema – spiega Michelangelo, l’ennesimo cittadino che ha deciso di denunciare le anomalie dei campi rom -. Non vogliamo respirare i loro veleni e pretendiamo che ci sia un monitoraggio costante dell’area che impedisca a queste persone di fare tutto quello che vogliono".

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