Calci in pancia per fare abortire la moglie incinta: condannato a tre anni

E altre angherie di ogni tipo

immagine di repertorio

Tre anni di reclusione per un albanese di 31 anni residente a Ivrea che, venerdì 30 novembre 2018, è stato condannato per maltrattamenti lesioni e sequestro di persona per le continue e ripetute violenze su sua moglie, connazionale di 25 anni, per un paio di anni tra il 2014 e il 2016.

Tra le angherie che la donna ha dovuto subire ci sono stati anche calci sulla pancia quando era incinta, allo scopo di farla abortire. E poi insulti di ogni tipo e anche un periodo di reclusione nel quale alla vittima era di fatto impedito di uscire di casa.

L'aborto non avvenne grazie all'intervento dei suoi familiari dopo che lui l'aveva costretta a seguirlo in Albania. Poi lei trovo il coraggio di andarsene e di denunciarlo.

Oltre ai tre anni di reclusione, il giudice monocratico Lodovico Morello del tribunale di Ivrea ha stabilito una provvisionale di 15mila euro che l'uomo (difeso dall'avvocato Alfonso Aliperta) dovrà versare all'ex moglie (rappresentata dall'avvocato Raffaella Orsello), che ora vive in una comunità protetta in un luogo a lui sconosciuto.

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