L'alpinista mago degli Ottomila positivo al virus: "Il mio obiettivo ora è arrivare a stare meglio il giorno dopo"

L'annuncio con un post su Facebook

Carlalberto 'Cala' Cimenti con la moglie Erika Siffredi

L'alpinista di Pragelato Carlalberto 'Cala' Cimenti, noto per le sue scalate sulle vette più alte del mondo, è ammalato di coronavirus da otto giorni. Lo ha annunciato lui stesso oggi, mercoledì 18 marzo 2020, con un toccante post su Facebook, in cui appare indossando una mascherina insieme alla moglie Erika Siffredi (che nel post viene chiamata affettuosamente 'Patata').

L'anno scorso Cimenti aveva conquistato, a luglio, il Nanga Parbat, la nona vetta più alta del mondo. Nel proseguimento della spedizione, aveva salvato la vita al suo compagno di spedizione Francesco Cassardo, medico rivolese che era caduto dal Gasherbrum VII.

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L'annuncio di Cala Cimenti

Ciao a tutti, ecco che sono qui a scrivere il post che non avrei mai voluto dover scrivere. Sono positivo al tampone per covid , e come se non bastasse mi hanno pure trovato un focolaio di polmonite a destra. Mi hanno fatto raggi x e tampone l'altroieri e poi mi hanno tenuto in isolamento ed osservazione tutta la notte e la mattina hanno reputato il mio caso non così grave da dovermi ricoverare, così mi hanno rispedito a casa con una terapia da seguire con la raccomandazione di tenere tutto sotto controllo e di chiamare se le cose peggiorassero. È curioso come le prospettive e i valori cambino così rapidamente: solo poco più di una settimana fa scrivevo un post in cui annunciavo la cancellazione della mia prossima spedizione per motivi etici e rispondevo a qualche personaggio che non voleva equiparare la mia professione a tante altre, e mi apprestavo ad elaborare un programma di allenamento da fare in casa sui rulli oppure di corsa nei boschi qui intorno a casa. Avevo anche iniziato a pensare a dei video divertenti per combattere la noia dello stare tra le mura domestiche. Ora invece penso con commozione a quando, ieri mattina, la dottoressa mi ha detto che potevo tornare a casa, a quando ho subito chiamato Patata e abbiamo pianto di felicità insieme. Adesso la mia attenzione non è più al chilo o meno che ho preso per poter volare quella vela o no, ma è fissa alle tacchette del termometro, ad ogni respiro che non deve essere peggio di quello precedente. E così vado avanti, giorno dopo giorno. Il mio obiettivo ora non è arrivare in cima a una montagna, ma arrivare al giorno dopo nelle stesse condizioni attuali o, magari, anche un pochino meglio. Comunque oggi è il mio ottavo giorno di malattia e ci sono ancora! Non mollo! In tutto questo poi c'è anche Patata, pur avendo vissuto sempre insieme a me da quando tutto è iniziato ed avendo avuto febbre e altro, non le fanno il tampone (i tamponi sono pochi e servono per i casi più gravi). Questa mattina per fortuna non aveva più la febbre alta, ora poverina le tocca accudirmi. Grazie patata, ti amo davvero tanto.

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