Il caffè che vende non è arabica: imprenditore denunciato per frode

Maxi-sequestro nell'azienda

immagine di repertorio

Vendeva caffè del Guatemala di qualità arabica, ma che in realtà era prodotto in Vietnam e Uganda. Lo ha scoperto a metà settembre 2017 la guardia di finanza di Torino, che ha sequestrato oltre 10mila confezioni pronte per l’immissione in commercio ed altre 100mila ancora da confezionarsi, per un valore complessivo di 500mila euro, in una società produttrice nel quartiere Vallette.

I 'baschi verdi' del Gruppo Torino, nel corso dell’intervento, hanno sequestrato derrate di caffè, orzo solubile, ginseng in polvere ed imballi impiegati nel confezionamento, comprese le classiche cialde destinate ai clienti dei bar di Torino e provincia, nonché i macchinari e le attrezzature impiegate nella produzione. L'orzo e il ginseng, spacciati come italiani, provenivano invece da Cina e Polonia.

Il titolare dell'azienda, un imprenditore italiano 60enne, operante nel settore da anni, dovrà rispondere di frode in commercio nel settore alimentare e rischia fino a tre anni di reclusione.

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