Bracconiere usa lacci d'acciaio per cacciare: denuncia, sequestro e ritiro del porto d'armi

Sofferenze atroci agli animali

Il materiale sequestrato al bracconiere collegnese

Un italiano di 73 anni residente a Collegno è stato riconosciuto come il bracconiere che, nel corso della stagione, invernale, ha utilizzato lacci d'acciaio per cacciare la fauna selvatica nella zona di Val della Torre.

I congegni, vietati dalla legge, venivano posizionati dal pensionato lungo i sentieri del bosco, pronti a scattare per la cattura indiscriminata di qualsiasi animale di passaggio. L’uso di tali strumenti è proibito, poiché in modo indiscriminato vengono uccisi sia animali selvatici che domestici, specie protette e/o in via d’estinzione, con metodi cruenti che cagionano enormi sofferenze agli animali. Gli esemplari che finiscono in queste trappole mortali, infatti, trovano la morte solo dopo ore di sofferenze e una lunga agonia, per dissanguamento o strangolamento. Il bracconiere, inoltre è stato osservato mentre percorreva assiduamente i boschi pubblici di Val della Torre con una lunga scure, attrezzo il cui porto non era giustificabile per le circostanze. 

I carabinieri forestali di Collegno e di Almese e i colleghi della stazione di Collegno, coadiuvati gruppo forestale di Torino, all’alba di oggi, martedì 27 marzo 2018, hanno sottoposto a perquisizione domiciliare l'abitazione del cacciatore di frodo. Sono stati sequestrati sette lacci d'acciaio oltre alla scure rinvenuta nei terreni di sua proprietà. Sono stati sequestrati anche un fucile alterato per consentire l’uso di silenziatore e per aumentarne l’offensività, 425 grammi di polvere da sparo e il munizionamento detenuto irregolarmente.

Oltre a tutto questo gli è stato immediatamente ritirato il porto d'armi.

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