Il nonno ha violentato la nipotina di appena due anni: condannato a dieci anni

Ribaltato verdetto di primo grado

L'ospedale di Chivasso, dove si aprì di fatto la vicenda della violenza sessuale alla bambina

Un italiano di 67 anni è stato condannato a dieci anni di carcere per violenza sessuale sulla nipotina che all'epoca, nell'agosto 2013, aveva appena due anni.

La sentenza è stata pronunciata ieri, lunedì 24 settembre 2018, dalla Corte d'appello di Torino che ha ribaltato parzialmente l'assoluzione per tutti gli imputati (oltre all'uomo c'erano la moglie, la figlia e il genero, genitori della piccola) avvenuta alla fine del processo di primo grado. 

L'allarme e il trasporto in ospedale, poi la terribile accusa

Il 14 agosto 2013 la mamma della bambina si accorse che la figlia perdeva sangue dalla vagina. La sera precedente la bimba aveva dormito dai nonni materni. La famiglia si era precipitata all'ospedale di Chivasso, nella zona in cui risiede, dove i medici avevano segnalato alle forze dell'ordine il sospetto che avesse subito abusi. La bambina e la sorella maggiore, che aveva dieci anni, erano state allontanate dalla casa dei genitori in seguito all'apertura dell'inchiesta da parte dei pm Dionigi Tibone e Patrizia Gambardella, che erano giunti alla conclusione, dopo una consulenza, che era stata violentata con un oggetto dal nonno materno. L'accusa però era stata estesa alla nonna e anche ai genitori, che non avrebbero fatto nulla per impedire che l'episodio avvenisse.

La difesa e l'assoluzione di tutti in primo grado

La tesi dei difensori dei quattro imputati durante tutto il processo di primo grado era stata che la bambina fin da quando era in fasce era solita toccarsi nella zona del pube in modo compulsivo. A difendere il padre sono stati gli avvocati Andrea Galasso e Chiara Cataldi, mentre i nonni sono stati rappresentati dagli avvocati Lorenzo Imperato e Raffaella Enrietti. La mamma, invece, è difesa dagli avvocati Giacomo Francini e Colomba Annunziata.

Nel 2016 i giudici del tribunale di Torino avevano ritenuto del tutto credibile questa impostazione, assolvendo tutti "perché il fatto non sussiste". La procura però aveva presentato ricorso contro il verdetto.

La sentenza ribaltata per il nonno: per i giudici è il solo responsabile

Per i giudici della Corte d'appello, invece, la violenza sessuale c'è stata: la bambina non ha potuto procurarsi quelle ferite da sola. Il nonno è stato condannato, ma allo stesso tempo è stato stabilito che è il solo responsabile dell'accaduto. Sua moglie, sua figlia e il suo genero non c'entrano nulla e non hanno avuto alcuna responsabilità.

Bambine affidate ad altre famiglie: che cosa accadrà adesso?

Dopo la sentenza, resta ora da stabilire quale sarà il destino delle due bambine, che nel frattempo hanno sette e 15 anni. Dopo due anni in comunità, entrambe erano state date in affido a due famiglie diverse, pur potendo vedere ancora i genitori in un ambiente protetto e sotto la vigilanza dei servizi sociali. Adesso, venendo a mancare il solo presupposto (la responsabilità nella violenza sessuale) per cui erano state tolte ai genitori, si riapre la partita per il loro ritorno alla famiglia d'origine. Ma sicuramente, come insegnano casi analoghi, non si tratterà di un percorso semplice.

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