Sgominata la banda dei passeur dall'Iraq alla Francia: cinque arrestati, uno è ricercato

Fino a 10mila euro a viaggio

Una delle auto utilizzata dai tanti passeur in provincia di Torino

Aveva il suo cuore a Torino e ramificazioni anche in provincia di Venezia l'organizzazione finalizzata al traffico di migranti smantellata nei giorni scorsi, a inizio novembre 2019, dalla polizia di Aosta.

Si tratta di sei iracheni che gestivano i flussi di clandestini provenienti dal Medio Oriente attraverso la rotta migratoria del Mediterraneo orientale. Un 25enne è stato raggiunto dalla misura cautelare già in carcere a Brissogne (Aosta), un 29enne è stato rintracciato a Torino e un 23enne in provincia di Venezia. Altri due sono stati individuati all'estero, mentre uno è tuttora ricercato.

Le indagini, partite all'inizio del 2019, sono state coordinate dal pm Valerio Longi della direzione distrettuale antimafia della procura di Torino.

A ogni membro dell'organizzazione, secondo le direttive e gli ordini del capo, era attribuito un compito ben definito: autisti dei mezzi utilizzati per gli spostamenti dei clandestini, staffette con la funzione di anticipare i veicoli e segnalare eventuali controlli di polizia.

Secondo quanto emerso, la tariffa dovuta per il viaggio (dal Medio Oriente all'Italia passando per Turchia e Grecia) veniva suddivisa per tratte e mutava a seconda delle modalità di svolgimento dell'itinerario: tipologia dei mezzi di trasporto, sistemazione alloggiativa fornita per la temporanea ospitalità nelle città di appoggio e transito, fino al termine del percorso intrapreso. Si poteva arrivare anche fino a 10mila euro a persona. Solitamente l'ultima tappa prima dell'espatrio era proprio a Torino, dove veniva organizzato il tratto conclusivo del viaggio, che avveniva sempre nel corso della notte.

Sono stati documentati numerosi viaggi effettuati verso paesi europei non solo attraverso i noti trafori e valichi di Valle d'Aosta e provincia di Torino, ma utilizzando anche percorso di frontiera secondari.

Nel corso dell'operazione sono state effettuate perquisizioni, con il conseguente sequestro di numerosi telefoni cellulari, schede telefoniche di vari paesi, dispositivi informatici, navigatori satellitari, autovetture, documenti e denaro contante.

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