Botte e umiliazioni al figlio adottivo: chiesta una condanna a quattro anni

I ripetuti maltrattamenti avvennero a Val della Torre. Il bambino (ora un ragazzo di 17 anni) è stato poi affidato a una comunità

immagine di repertorio

Il pm Francesco Pelosi ha chiesto la condanna a quattro anni per una coppia di coniugi torinesi accusati di maltrattamenti nel corso di un bambino ucraino - che oggi ha 17 anni - loro figlio adottivo. Tra le accuse anche quella di avergli messo al collo un cartello con la scritta 'Sono un bambino sporco'.

E' avvenuto a Val della Torre. Si tratta di una famiglia benestante che aveva adottato il bambino nel 2007. I comportamenti si sarebbero protratti fino al 2014, quando il ragazzo, a 15 anni, è stato allontanato da casa e affidato a una comunità su disposizione del Tribunale per i minorenni di Torino.

Il caso era stato segnalato dalle maestre della scuola frequentata dal bambino a cause delle condizioni in cui si presentava: vestiti sporchi, igiene precaria, lividi sul corpo.

"Mi facevano zappare l'orto sino a sera tardi - aveva raccontato agli investigatori - E spesso mi fasciavano la testa con una benda per impedirmi di parlare".

"Non si tratta - ha detto Pelosi nel corso della sua requisitoria - di un singolo episodio, di un singolo insulto, di una doccia fredda e delle mutande infilate in bocca per punirlo della pipì a letto. Si tratta di vessazioni quotidiane, abituali, continue. Poche volte in un aula di giustizia ci siamo trovati di fronte a maltrattamenti tanto brutti e tanto infami per la loro perseveranza".

I genitori adottivi si sono sempre dichiarati innocenti.

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