Donna incinta uccisa dalla porta vetro: chi le ha venduto la casa è innocente

Sentenza: "Non hanno commesso il fatto"

immagine di repertorio

Assolti "per non aver commesso il fatto" i fratelli Armando e Pasquale Seva, 57enne di Giaveno e 52enne di Beinasco che la procura di Ivrea riteneva responsabili, e per questo aveva rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo, per la morte di Manuela Rosselli e del figlio che stava per partorire. L'episodio era avvenuto nel novembre 2014 a Varisella, in via Montelera 47: la donna era rimasta ferita dal frammento di una porta vetro che le aveva reciso l'arteria femorale, senza lasciarle scampo.

I fratelli Seva erano rispettivamente colui che aveva venduto l'immobile alla famiglia della vittima e colui che, con la sua impresa, lo aveva costruito. Secondo il giudice Anna Mascolo del tribunale di Ivrea, che ha pronunciato la sentenza lunedì 16 luglio 2018, nessuno dei due è responsabile. Le motivazioni verranno rese note tra tre mesi.

"In quella sede - spiega l'avvocato Marco Stabile, che ha difeso gli imputati - verrà spiegato se l'assoluzione riguarda il fatto che i miei clienti hanno dimostrato di non aver posato loro quelle porte con i vetri non a norma in quella casa o anche perché la responsabilità penale per un fatto del genere non può essere imputata a due persone che si sono limitate a vendere una casa non essendo loro i produttori di porte, e quindi non essendo assoggettabili alla normativa comunitaria in tema di sicurezza per la vendita di prodotti che potrebbero essere difettosi".

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