Scec: l’arcipelago del microcredito approda a Torino

In arrivo a Borgo Vittoria il credito informale della Solidarietà Che Cammina, per il rilancio dell'economia in declino del quartiere. L'associazione ha come obiettivo la creazione di un circuito monetario complementare all'Euro

È una proposta del Consigliere Circoscrizionale Antonio Iaria ad avvicinare Torino al credito informale di “Arcipelago SCEC”. L’associazione, operativa su scala nazionale, ha come obiettivo la creazione di un circuito monetario complementare all’Euro, per depurare gli acquisti di tutti i giorni dai meccanismi – complessi, e da molti disapprovati – dell’oceano della finanza. Il prossimo lunedì, nella sede della 5° Circoscrizione, il Consigliere Iaria, del Movimento 5 stelle, e la Consigliera Maria Teresa Francese discuteranno con le associazioni di commercianti di Borgo Vittoria della possibilità di aderire al circuito degli SCEC.
 
Il meccanismo è semplice: il microcredito degli SCEC (acrostico per Solidarietà ChE Cammina), una sorta di moneta informale, è formalmente basato su sconti. “Chiunque abbia aperto un conto SCEC – spiega Iaria – può fare acquisti in un negozio aderente al progetto e chiedere di pagare una percentuale, di solito tra il 5 e il 30%, in SCEC invece che in Euro. Formalmente gli verrà fatto uno sconto, ma il venditore riceverà sul suo conto la percentuale scontata, potendola usare a sua volta diventando acquirente. Questo sistema, già adottato da alcuni negozianti torinesi e molto diffuso in altre città italiane, non vuole sovrapporsi all’Euro, nè indebolirlo. L’obiettivo principale è quello di dare nuovo vigore all’economia locale, alimentare le reti di acquisto all’interno del quartiere e permettere ai negozianti di abbassare, almeno formalmente, i prezzi, senza andare a perderci sui ricavi”.
Potrà il microcredito, vincitore di un premio Nobel con l’operato di Muhammad Yunius in India, rispondere alle sempre più profonde problematiche poste dalla finanza internazionale?  La risposta di Iaria, quasi una parafrasi della scommessa pascaliana, è che “tanto vale crederci: i costi del progetto sono quasi nulli, e chi aderisce riceve un contributo iniziale di 100 SCEC, pari a 100 Euro. Il successo, presumibilmente, sta proprio in questo, dal momento che solo con una numerosa adesione si può garantire l’utilità dell’iniziativa. Anni fa abbiamo assistito al fallimento di un’operazione simile, quella del “Talento”, ma oggi abbiamo a che fare con qualcosa su scala più ampia, e già affermato in altre città”.
 
È possibile che la proposta di fare di Borgo Vittoria un’isola dell’Arcipelago affondi come tante altre. Se questo sistema venisse varato, però, potrebbe significare un importante passo per un’inversione di tendenza in un’economia di quartiere in costante declino. Sostanzialmente “tax free”, lo SCEC sembra avere la capacità di aumentare il potere d’acquisto dei residenti, creare, dove ampiamente diffuso, una spinta alla deflazione, ed alimentare l’economia locale e corporativa incentivando lo scambio. 

 

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