Anabolizzanti a bovini destinati alle nostre tavole: azienda nei guai, sette a processo

Inchiesta della guardia di finanza di Torino su allevamenti in tutto il Piemonte, accusa di adulterazione di sostanze alimentari

Anabolizzanti a bovini destinati al mercato alimentare.

E' quanto ha scoperto la guardia di finanza di Torino, che ha chiuso un'indagine sull'azienda Allevamenti Chiabotto di Caselle Torinese che ha 26 allevamenti di bestiame nelle province di Cuneo, Novara e Alessandria. Sono state denunciato sette persone, tutte già rinviate a giudizio con l'accusa di adulterazione di sostanze alimentari. Il processo si aprirà il 22 settembre.

A rischiare la condanna sono tutti italiani: i tre proprietari degli allevamenti, di 36, 50 e 62 anni, il veterinario di 53 anni, i tecnici dell'azienda di 45 e 57 anni e un'impiegata di 44 anni che ha falsificato i documenti necessari per avviare gli animali al macello.

Oltre che somministrare agli animali farmaci cortisonici e steroidi sessuali, per ostacolare l’identificazione e movimentazione degli animali, i responsabili della ditta sostituivano le marche auricolari e i documenti necessari al tracciamento dei capi di bestiame. Al momento non sono stati riscontrati rischi per la salute dei consumatori.

Infine, i militari del nucleo di polizia tribunaria, che hanno condotto l'indagine, hanno rilevato che, grazie alla compiacenza di un medico veterinario, nelle strutture era impiegato personale tecnico che svolgeva attività sanitarie senza avere il necessario titolo né la dovuta competenza.

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Nel corso delle investigazioni, inchiesta coordinata dal pm Francesco La Rosa, sono state sequestrate 5mila dosi di farmaci provenienti dalla Cina e destinate ai capi allevati, una notevole quantità di marche auricolari utilizzate per l’identificazione dei bovini, nonché alcune prescrizioni di farmaci già firmate “in bianco” dal veterinario.

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