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I beagle di Montichiari fanno tappa a Torino. Trenta in mano all’Enpa

Il direttivo torinese di via Germagnano ha preso in affido alcuni cuccioli dell'allevamento sequestrato a Green Hill. Gli animali verranno dati in adozione solo a chi rispetterà alcune regole

Philippe Versienti26 luglio 2012
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L’Enpa torinese scende in campo per aiutare i beagle strappati all’inferno dell’allevamento sequestrato a Green Hill. Il presidente della sezione di via Germagnano Giovanni Pallotti e il suo staff si sono recati a Montichiari per prendere in affido una trentina di cuccioli. Cinque di questi finiti al rifugio Enpa di Novara e venticinque finiti a Torino. Nel capoluogo piemontese sono arrivati cuccioli di due o tre mesi più qualcuno più grande di sei o sette mesi. Gli animali sono stati portati al civico 8 dove un'équipe di veterinari li sta visitando per curarli e rimetterli in perfetta forma. In seguito i cuccioli verranno donati a delle famiglie piemontesi.

Uno splendido successo che è stato reso possibile solo grazie al prezioso lavoro delle associazioni animaliste che da molti anni sono impegnate per il rispetto delle normative e per la chiusura di Green Hill. E ora, a seguito del sequestro della struttura, è finalmente possibile prendere in affidamento i beagle che altrimenti sarebbero stati destinati alla sperimentazione. “Tutte le associazioni italiane si stanno muovendo per aiutare questi cani – dichiara il presidente Pallotti -. E finalmente anche noi siamo riusciti a portarne qualcuno a Torino”.

I beagle di Green Hill sono animali nati e cresciuti in gabbia, senza una vita cosiddetta normale. “Sono cani docili che purtroppo hanno alle spalle un triste passato – spiegano dall’Enpa - erano condannati a morte sicura dopo essere stati seviziati per la vivisezione ma ora sono liberi”.

Chi vorrà portarli a casa, tuttavia, dovrà passare attraverso il rifugio Enpa e le guardie forestali per prendere visione delle regole previste per la loro adozione. “I beagle cresciuti a Green Hill devono poter contare sulla pazienza e comprensione delle loro nuove famiglie – continua il presidente Pallotti - è fondamentale che il futuro adottante sia consapevole che un cane che esce da un allevamento intensivo come quello di Montichiari deve conoscere e imparare tutto della sua nuova vita”.

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Giovanni Pallotti
Borgo Vittoria
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1 Commenti

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  • Avatar di Guglielmo Bottoni

    Guglielmo Bottoni PERCHE NO
    Ok Pisapia confesso mi rimane difficile capire il problema non sono omosessuale questo cambia molto sul parere, anche se di esperienza di adozioni ne avrei molto di parlarne, veniamo al Sindaco Pisapia mi ha spiazzato dicendo una verità con senso umano, la ragione senza indugi giusta non cambia nulla per la sicurezza sulla adozione un atto di bontà sincero di amore per un impegno preso di grande responsabilità, non pensando minimamente al paragone descritto da Pisapia ( meglio avere dei genitori omosessuali che non averne affatto. Grande paragone. La mia esperienza risale 1969 Australia Sidney con mio fratello maggiore le nostre compagne mio fratello non avendo prole decise di adottare gli fu concesso dopo vari requisiti incontri paragoni moralità e quanto mi sfugge, regole importanti mirate unicamente all'interesse del l'adottato cosi via poi chiese il secondo gli fu concesso cosi nacque la coppia di maschio femmina, sono cresciuti sotto lo stesso tetto considerandosi fortunati di avere due Padri e due Madri.
    Pisapia Sindaco di Milano i suoi cittadini debbono pensare al futuro delle loro famiglie tenersi stretto una bella persona come lei. La saluto buon lavoro. Guglielmo B.Y. 30\09\2012 roma

    il 30 settembre del 2012