"Le sue figlie sono in pericolo. Deve consegnarci 2.500 euro". Ma è tutta una truffa

Due finti poliziotti in borghese

Immagine di repertorio

Le hanno suonato alla porta di casa, stordendola di parole, facendole capire come le sue due figlie si trovassero in quel momento in un commissariato di polizia per una "brutta faccenda".

Una "brutta faccenda" che sarebbe stata risolvibile grazie al pagamento di una somma, ovvero 2.500 euro.

E' l'incredibile vicenda vissuta da una donna di Alpignano, l'ennesima vittima delle truffe messe in atto da una banda di malviventi, capaci di tutto pur di estorcere denaro alle persone in modo rapido, anche a costo di generare in loro terrore.

E' successo ieri, mercoledì 12 settembre, ad Alpignano. 

La donna è stata tratta in inganno dal fatto che i due malviventi sapessero perfettamente nomi, cognomi e abitudini delle due figlie. Segno tangibile che la vittima sia stata pedinata e qualche complice l'abbia fatta parlare a tal punto da riuscire a recepire tutti i dettagli più importanti della sua vita.

Dopo averla invitata a chiamare ad un numero che, a detta dei malviventi, era quello del commissariato, la donna ha ascoltato tutta la storia per poi consegnare la somma, con i due falsi agenti in borghese che sono poi andati via.

Poco dopo, la vittima ha ricevuto la telefonata della figlia, comprendendo come fosse stata truffata. Tutto è stato denunciato ai carabinieri della compagnia di Rivoli. 

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