Siti internet pieni di foto e video pedopornografici: due arresti e sette denunce

Minori adescati tramite il web

Immagine di repertorio

Detenzione e diffusione di materiale pedopornografico realizzato, in alcuni casi, sfruttando minori adescati nel web.

Sono queste le gravissime accuse mosse dagli investigatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Torino nei riguardi di nove persone: due quelle arrestate, sette quelle denunciate. 

L'attività di inchiesta sulla pedopornografia online è stata diretta dalla Procura di Torino e coordinata dal Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma ed ha coinvolto tutto il territorio nazionale.

Dall'indagine è emerso come uno degli indagati fosse l'amministratore di uno dei canali monitorati dalla polizia, selezionando l’accesso degli utenti. Dopo aver verificato, via chat privata, i requisiti degli aspiranti partecipanti, obbligava a rispettare specifiche condizioni. 

Tra cui l’impegno a fornire materiale di qualità e di non facile reperibilità, nonché il contributo a diffonderlo. Il mancato rispetto delle condizioni imposte poteva determinare l’esclusione dei semplici utenti dal gruppo.

Ottenuta la fiducia dell’amministratore, ecco che gli utenti potevano iniziare a fare parte di una community, dove poter in qualsiasi istante condividere materiale pedopornografico di qualsiasi tipologia. Poi, il materiale veniva suddiviso per tipologia. Dai video ai filmati. Dai racconti di esperienza vissute alle fantasie da voler realizzare. 

Altri indagati erano amministratori di altri canali e avevano il compito di garantire la conservazione del materiale condiviso. Questo perché, in caso di chiusura del canale principale, si potesse copiare e ripubblicare video e foto su altri canali in loro possesso.

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