Vigili del fuoco morti, svolta nelle indagini: i carabinieri arrestano il proprietario del cascinale

Indagata la moglie

La tragedia di Quargnento

Svolta nelle indagini relative alla tragedia di Quargnento, dove nella notte fra il 4 e il 5 novembre 2019 sono morti tre vigili del fuoco a seguito di una fuga di gas all'interno di un cascinale.

Al termine di serrate e articolate indagini, i carabinieri di Alessandria hanno fermato ed arrestato, con le accuse di  "disastro doloso", "omicidio plurimo volontario" e "lesioni volontarie" il proprietario del cascinale, Giovanni Vincenti, 51 anni.

L'uomo ha confessato, spiegando alla pm Elisa Frus e al procuratore capo Enrico Cieri della Procura della Repubblica di Alessandria di aver agito per poter riscuotere i soldi dell'assicurazione che aveva stipulato sul mutuo, vista la sua situazione debitoria con le banche, dove era esposto per centinaia di migliaia di euro. 

Al momento è solamente indagata, a piede libero e per gli stessi reati, la moglie di Vincenti, Antonella Patrucco: una decisione presa perché, per ora, non ci sono prove certe che possano certificare il suo reale coinvolgimento nel piano ideato dal marito.

Il 51enne avrebbe anche detto agli investigatori di averlo fatto "senza avere intenzione di uccidere nessuno", subito dopo essere crollato dopo ben sei ore di interrogatorio, all'interno del comando provinciale dei carabinieri di Alessandria. 

Le indagini si erano da subito concentrate sull'uomo, ma la svolta è arrivata ieri, quando i carabinieri hanno avuto certezza del fatto che Vincenti avesse ricominciato a pagare l'assicurazione sulla casa solamente ad agosto, dopo anni di mancato pagamento. E, non in secondo piano, della decisione di estendere il massimale della polizza a 1,5 milioni di euro, con l'inserimento della clausola sui "fatti dolosi altrui". 

Secondo gli inquirenti, Vincenti avrebbe ideato il piano provando ad inscenare una vendetta da parte di terze persone che in questi anni potevano avercela avuta con lui. Anche per questioni debitorie o per litigi passati. 

Una seconda svolta è arrivata ieri pomeriggio, durante una perquisizione nell'abitazione dell'uomo, dove è stato trovato il foglietto delle istruzioni del timer. Quel timer trovato vicino alle bombole del gas il giorno della tragedia. 

La prima, e sommaria, ricostruzione dei fatti, vedrebbe Vincenti acquistare nel corso delle ultime settimane, sette bombole del gas, prima di chiedere in prestito ad un vicino un flessibile: un attrezzo usato per fingere un tentativo di intrusione da parte di qualche persona, visto che è stato utilizzato per tagliare le inferriate del cascinale. 

Poi ha posizionato le bombole, in diversi punti del cascinale stesso, per far saturare l'ambiente, prima di sistemare i timer all'ora desiderata. 

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Ma qualcosa è andato storto, portando alla morte dei pompieri Marco Triches, Matteo Gastaldo e Antonino Candido.

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