Scandalo pedopornografia negli uffici comunali: 38mila file scaricati in sei mesi

Un arresto e due denunce

Immagine di repertorio

L'inchiesta sulla pedopornografia nella sede distaccata del municipio di Venaria, in via Goito, si arricchisce di nuovi aspetti, a dir poco sconcertanti.

Nello specifico, tre dipendenti sono finiti nei guai per pedopornografia: due di questi erano i dipendenti che avevano in uso i computer. Un dipendente dell'ufficio ragioneria ed economato, uno dell'ufficio urbanistica e un terzo, che deve rispondere solo del reato di truffa aggravata, dipendente dell'ufficio del personale. Un impiegato è stato arrestato per peculato, truffa e pedopornografia e si è già dimesso dall'incarico.

Gli altri due sono denunciati a piede libero: uno ha l'interdizione dai pubblici uffici per sei mesi.  

Nel solo periodo che va dal 26 settembre 2018 al 5 febbraio 2019, nei computer del dipendente arrestato e in quello del collega denunciato, sono stati scaricati quasi 38 mila file pornografici, tra foto e video. Di questi 2127 con minori. Quasi 8mila nel solo periodo che va dal 31 dicembre 2018 al 5 febbraio 2019, con quasi 500 video o foto con minori. 

L'inchiesta portata avanti dalla procura di Torino e dal pm Marco Sanini, ha avuto inizio nel maggio dell'anno scorso, quando il comandante della municipale, Luca Vivalda, era diventato pro tempore dirigente del settore Ragioneria e del settore Risorse Economico-Finanziarie e Commercio. 

Nello stesso periodo, i civich avevano iniziato ad utilizzare i tablet di servizio e che sarebbero dovuti servire per ridurre le tempistiche operative, proprio per la velocità di scambio delle informazioni attraverso i dispositivi informatici.

"Ma qualcosa non stava andando per il verso giusto, visto che lo scambio di informazioni era molto lento. Per questo ho richiesto l'intervento dei tecnici informatici della ditta che aveva installato il software nei nostri tablet. Ed è grazie a questo intervento che abbiamo scoperto le anomalie, con la rete spesso lenta e in sovraccarico, dando così vita all'indagine, all'arresto e alle due denunce", spiega Vivalda.

I tecnici informatici, infatti, hanno potuto capire come i problemi fossero tutti i giorni, dalle 9 del mattino alle 18 di sera, quando poi "magicamente" il problema svaniva.

Questo perché sui 100 megabyte a disposizione del Comune in fase di download, ben 60-70 venivano utilizzati dalla sede di via Goito. In particolare da due computer, dove è poi stato trovato il materiale proibito. Fatto di video e foto pornografiche e, spesso e volentieri, con minori protagonisti.

Foto e video ma non solo

Dalle indagini è emerso come l'arrestato e la denunciata avessero anche una seconda attività "extra lavorativa", come quella delle scommesse on line e delle giocate, sempre on line, in borsa. 

Ma gli accertamenti della polizia locale sono al momento in corso anche sui conti correnti dei dipendenti, con patrimoni ben superiori rispetto a quelli canonici. Gli inquirenti, infatti, vogliono capire se questi patrimoni possano essere frutto di altre attività, come il gioco in borsa e le scommesse on line ma anche la vendita a terzi del materiale pedopornografico e pornografico.

Quella bottiglietta d'acqua...

Dall'inchiesta è anche emerso come una dipendente comunale, sempre di via Goito, abbia denunciato alla municipale il "mistero della bottiglietta d'acqua. Un giorno, infatti, entrando in ufficio, la donna ha trovato la sua bottiglia d'acqua - che aveva lasciato sulla sua postazione la sera precedente - di una colorazione piuttosto strana. Dalle analisi è emerso come quel colore fosse dovuto alla presenza di liquido seminale all'interno, chiaro segno come qualcuno l'abbia utilizzata post attività di masturbazione.

"Abbiamo le prove che in qualche circostanza, gli indagati per i reati di pedopornografia si siano masturbati in ufficio", precisa Vivalda.

Le ore di lavoro "effettive"

In molti si sono posti la domanda: "ma queste persone lavoravano o facevano solo queste schifezze?". Per il comandante Vivalda, le ore lavorate dall'arrestato e dal denunciato con il reato più grave erano praticamente nulle: "Voglio essere buono e dire che uno ha lavorato una settimana in sei mesi. L'altro neanche quella. Facevano praticamente finta. Il minimo sindacale che, se ci fosse stato un controllo di un superiore, potevano giustificare".

Critica la Lega Nord di Venaria, attraverso il suo segretario, Andrea Cerutti: "Spero il sindaco non sia clemente nei riguardi di queste persone, che, ricordiamo, vengono pagate con i soldi dei contribuenti. Sono situazioni al limite della vergogna. Chi ha sbagliato deve pagare anche, se è il caso, con il licenziamento, oltre che con il risarcimento dei danni".

Per il sindaco Falcone "la situazione verrà analizzata a fondo e niente verrà lasciato al caso. Sono molti gli aspetti e i comportamenti che verranno studiati. Non è detto che i provvedimenti riguardino solamente le tre persone coinvolte". 

Potrebbe interessarti

  • Insalata di petti di pollo alla piemontese: una ricetta veloce, fresca e saporita

  • Il Barbecue perfetto:  6 regole fondamentali

  • Come combattere la piaga dei punti neri

  • Bagnet verd, la tipica salsa piemontese: assaggiatela coi tumin

I più letti della settimana

  • Autocisterna travolge bici, ragazza resta schiacciata sotto le ruote: morta

  • Scendono a cambiare la gomma a terra, passa un'auto e li travolge: due morti e un ferito

  • Tragedia nella notte: ucciso un uomo dopo un violento litigio

  • Addio a Sabino, una roccia sul ring e un papà dolcissimo

  • Caos in coda al concerto di Eros: 700 fan costretti a rimanere fuori

  • Accende il gas per preparare il caffé e la cucina esplode: ustionata una torinese

Torna su
TorinoToday è in caricamento