Addio a Gigi Radice, l'allenatore dell'ultimo scudetto granata

Aveva 83 anni

Luigi Gigi Radice il giorno dello Scudetto

Per chi tifa Toro e ha qualche anno sulle spalle, non si può dimenticare il pomeriggio del 16 maggio 1976, quando un colpo di testa praticamente rasoterra di Paolino Pulici regalò il settimo scudetto ai granata nella sfida contro il Cesena.

L'artefice di quello scudetto, l'ultimo per ora, aveva un nome e un cognome: Luigi Radice, per tutti Gigi.

E oggi Radice ha chiuso gli occhi per sempre, all'età di 83 anni, nella sua Cesano Maderno, che gli aveva dato i natali il 15 gennaio del 1935, dopo aver combattuto a lungo con l'Alzheimer. 

Radice ha vestito, come terzino sinistro, le maglie di Milan, Triestina e Padova, negli '50 e '60. Con i rossoneri ha vinto tre scudetti, una Coppa Latina e la Coppa dei Campioni, prima di dover smettere con la carriera a seguito di un gravissimo infortunio. 

Di qui la decisione di iniziare la carriera di allenatore. Prima a Monza, nel 1966-67, dove ha il campionato di Serie C per poi conquistare la salvezza l'anno dopo. 

Poi, dopo il Treviso, ecco la promozione in A con il Cesena nel 1973, per poi passare alla Fiorentina nel 1973-74 e nel 1974-75 al Cagliari.

Nel 1975-76 l'approdo al Toro, dove vince il campionato esprimendo il miglior gioco d'Europa, il "gioco alla Olandese", basato sul fuorigioco e sul pressing a tutto campo.

Un torneo che gli valse il premio "Seminatore d'oro".

Radice rimase coinvolto, il 17 aprile 1979, di un grave incidente stradale sull'Autostrada dei Fiori, assieme all'ex calciatore Paolo Barison, che perse la vita. 

Dopo alcune esperienze a Bologna - salvato nonostante la penalizzazione dovuta al Totonero - Milan, Bari, Inter, tornò al Toro, arrivando secondo dietro il Verona nel 1984-85.

La sua carriera passò ancora da Roma, Cagliari, Fiorentina, Cagliari, Genoa e Monza, ultima panchina della sua vita. 

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