Tragedia di piazza San Carlo, morta una seconda donna

Marisa Amato è deceduta questa mattina

Marisa Amato

È morta nella mattinata di oggi, venerdì 25 gennaio 2019, Marisa Amato, la donna che era rimasta travolta dalla folla la sera del 3 giugno 2017 dopo il panico scatenatosi in piazza San Carlo durante la trasmissione su maxischermo della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid.

La donna di Beinasco, che aveva 65 anni, era rimasta tetraplegica dopo essere stata letteralmente schiacciata da diverse persone in fuga dalla piazza. Quella sera era andata a mangiare in un ristorante insieme al marito. Sono stati gli stessi familiari, mercoledì 23, a trasportarla in ospedale in seguito a complicarsi delle sue condizioni.

Adesso il quadro giudiziario per gli indagati per i fatti di piazza San Carlo potrebbe ulteriormente aggravarsi. Le persone morte, infatti, salgono a due dopo la scomparsa di Erika Pioletti.

Il dirigente del pronto soccorso del Cto: "È stata lucida fino a stamattina alle 8”

Marisa Amato ha sempre mantenuto un atteggiamento sereno. Marito e figli sono stati vicino a lei fino all'ultimo. Maurizio Berardino, dirigente del pronto soccorso del Cto: “È stata lei, ieri pomeriggio, con molta determinazione, a chiedere di non usare mezzi invasivi per consentirle di respirare artificialmente. Quelli che abbiamo usato sono ottimi, ma chiaramente non sono bastati. C'è stato un cedimento cardiovascolare brusco e non è stato un infarto. È arrivata con un'infezione urinaria. Il punto debole con un paziente con questo quadro è però sempre il respiro. È stata lucida fino a stamattina alle 8”.

La procura ha bloccato la salma e disposto l'autopsia

La procura di Torino ha sequestrato la salma di Marisa Amato e disposto l'autopsia, che verrà eseguita nei prossimi giorni. Il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo e i suoi sostituti che si occupano del caso di piazza San Carlo vogliono capire quali lesioni avesse riportato il corpo e se questi siano direttamente correlabili col decesso. In quest'ultimo caso, agli imputati verrebbe aggiunto un secondo capo d'imputazione per omicidio colposo dopo quello riguardante Erika Pioletti. La donna, inoltre, era parte civile nei procedimenti giudiziari già in corso, dove si era presentata assistita dall'avvocato Nicola Menardo. Naturalmente non potrà più esserlo, ma potranno sostituirsi a lei, nel caso venga evidenziata la correlazione, tutti i suoi familiari.

A ottobre l'ultimo messaggio in tribunale

"Il 23 ottobre 2018 - aveva scritto Marisa Amato presentandosi nell'aula bunker del carcere dove era in corso l'udienza preliminare per i primi imputati - è una data che corrisponde a 507 giorni di vita inaccettabile, fitta di sofferenza, dolore, mio e dei miei cari. Non credo nei miracoli ma dal 3 giugno 2017 non desidero altro che migliorare questa situazione terribile. Pretendo però di avere la possibilità per tentarle tutte, vivendo ogni giorno dignitosamente e soprattutto di non dover gravare anche economicamente sui miei figli. Anche oggi in tribunale noi quattro uniti!".

La figlia: "È stata dura, ma ci siamo sempre stati"

"È stata dura, ma ci siamo sempre stati". Sono le prime parole, riferite all'agenzia ANSA, della figlia di Marisa Amato. "Se vuoi bene a una persona - ha aggiunto - le stai insieme fino alla fine. E noi le siamo sempre stati accanto".

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